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E' la troppa fretta che fotte tutti, è l'impazienza di raggiungere quell'emozione. Te lo ricordi la prima volta che ti sei innamorata? Il groppo allo stomaco, dico... non avevi fame, eri svogliata e sognante, niente appetito, eri piena solo d'adrenalina; La camera chiusa a chiave, le sigarette spente una dopo l'altra per terra, avresti pulito l'indomani, anche il cuscino macchiato di lacrime e mascara, anche la sensazione di disagio di fronte allo specchio, perché temevi di

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Certe notti le donne non dormono, certe notti anche se hanno la schiena spezzata, le gambe stanche, la testa in rovina e il sonno lo sentono avvicinarsi come una piccola morte necessaria, uno stacco rigenerante, non dormono: piangono.

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Le scuole sono delle trappole che spengono l'intelligenza. Le scuole traboccano di docenti spenti, perché non ce la fanno più a reggere il fantasma dal canino aguzzo che li mordicchia, quello della precarietà. Un tempo furono studenti accesi e pieni di zelo, volevano dare al mondo il loro contributo, volevo accendere nei vostri figlio l'Amore per la cultura, ma come possono? Se non hanno neppure la certezza di poterlo fare?

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'Perché fumi?' 'Il sapore amaro in bocca!' 'No, sei autolesionista... ti stai punendo!' 'Le cicatrici non si vedono...' 'Ma la testa te la tieni quando fai la doccia?' 'L'acqua scende troppo velocemente, non capisco se è il cuore, un vaso intracranico in testa...

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La vita sui libri ha un senso se accompagnata alla vita vissuta in strada. Nessuno di voi può dire di conoscermi io sono tutto, ho masticato tutte le compagnie, agli avvocati ho controbattuto, ai letterati ho dato filo da torcere, sono stata amica dei burocrati e degli ubriachi, delle donnette colle mentalità chiuse,

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Il sesso aveva perso la sua magia nel secolo della tecnologia. Dall'Amore si era passati a sesso, dal sesso a un semplice meccanicismo, erano pochi quelli che nel secolo dell'incomunicabilità sapevano ancora amarsi come i satiri, come le concubine, come le dame del mondo antico.

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Era nuda, al quinto piano dello stabile, senza occhi indiscreti, senza rumori cittadini che la importunassero. Il ronzio soltanto, soffocato di qualche motocicletta distante pareva mare agitato, ma le onde erano adesso molto lontane.

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Maria guardava la luna. La luna si ergeva e di lei non se ne accorgeva, era uno dei tanti sassolini che le rivolgevano lo sguardo. Maria era affetta da una malattia strana: l'ipersensibilità.

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Scrivere con la rabbia dentro, tentare di spiegare a se stessi quale parte del sistema nervoso è andata in fumo e quale fra tutte le emozioni è stato il terribile gladiatore che ha reciso le gambe alla mia stabilità.

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'Mi chiamo Ector, sono un uomo solo. Per 'solo' non intendo il fatto di essere numericamente desolato. La gente mi assiepa, mi circonda, mi sputa in faccia il loro fumo di sigaretta, mi gracchia di fronte, mi urla dietro, ma sono solo un miraggio.

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Era il tempo delle streghe arse sul rogo, dei diavoli con facce grottesche sotto i letti che cullavano il sonno dei giusti, fu il tempo dei satiri dal piede caprino, dei dannati colpevoli di perversione, vi fu il giorno dei ribelli armati di fiori, e degli innamorati sotto le balconate delle dame prosperose a decantar nenie, ci fu il giorno delle tarante e delle isteriche che si

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'I semafori continuano a lavorare di notte, proprio come il logorio interno dei tuoi pensieri, proprio come le angosce che non ti lasciano dormire, esattamente come gli impulsi irrisolti senza forma che ti spengono la serenità.' Disse Spaventanò dal balcone di casa sua, mentre il paesaggio cittadino si presentava intermittente e silenzioso, agghiacciante e afoso.

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Ogni volta che leggiamo un libro, sappiamo che stiamo incontrando la vita filtrata di qualche altro essere umano, le ambizioni a cui nel corso della sua esistenza è stato impossibilitato a giungere, mentre inchiostro e penna glielo hanno concesso, o semplicemente i suoi intendimenti e la sua fantasia.

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'Stavo bene perché avevo imparato a non fasciarmi la testa prima di rompermela. L'ansia me la lasciavo alle spalle, i tormenti sotto le scarpe, le conseguenze dietro l'angolo, ma finché un sole avesse illuminato una qualsiasi delle mie mattine, avrei continuato a vivere col sorriso sulla bocca per dispetto, per disprezzo, per terrore.

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Gli occhi mi sanguinano luce. E' L'Alba a Bovalino, un paesino calabrese. Il sole sorge imponente e 'tutto jubato', tremolante la Marina di Bovalino. S'accende la palla-gioco del vezzo di Cristo per gli umani-formica, s'accende come un cerino pacato dissipando le tenebre e le paure, l'odio tra le persone, i rancori, le bestemmie, i dissacranti dienighi verso Dio, i furori, gli eccessi, la corruzione imperfetta dell'umano.

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'E mi ricordo quando pensavo che 'buono' e 'cattivo' fossero cose distinte e separate, qualcosa di contrapposto, e invece oggi so coesistere in una danza che è alternanza. Non siamo una persona sola, non siamo nulla di ciò che pensiamo essere, se non un eterno ritorno di comportamenti che notiamo nell'altrui vita splendere quando guardiamo bene, rispecchiandoci senza farci caso, quando il caos ci costruisce così.

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Arrivai affannosamente a Sud. Non appena varcai il confine mistico-meridionale l'aria mi si serrò in gola. Implosi e smarrì il respiro, chissà dove. Il caldo avvampava i finestrini del bus trasferendosi nella mia mano poggiata sulla lastra. Assorbivo o m'assorbiva? Il solito cielo romantico-sanguinolento, i fuochi accesi ai margini della strada, sterpi a bruciare come un rito satanico, come il cuore di un amore buttato via.

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La donna di Sud ha un contegno rigoroso, una dignità fatta di sole, di salsedine sbattuta in pieno volto dalle mareggiate ioniche, di fattezze da dèa romana un po' matrona, un po' remota. La donna di Sud ha un contegno vivido e sgargiante come il sole dei tramonti aspromontani sanguinolenti e antichi.

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Era un dolore strano, quello che contaminava il lato umano di Lorèl, voleva odiare, straziarsi un braccio, sputare su tutto ma non poteva, aveva un impedimento al rancore, chi ama troppo ha il limite della sopportazione che soffoca ogni altro sentimento andato in cancrena.

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Comincia con uno sguardo la malattia della dimenticanza, il tuo ego s'estingue, lui si propaga tumoralmente in ogni cellula, t'infetta l'anima, si dirama nel cuore, t'accende i sensi. La realtà s'amplifica tutto intorno come osservare da lontano lo stradone alterarsi nel miraggio dell'afa. Le puden

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Mi ricordo bene le facce scavate di alcune donne del Sud. Avevano l'aria triste e gli occhi spenti, vestivano rigorosamente di nero: un lutto di vent'anni prima che gravava su una v

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A Torino nasce un'associazione culturale, ha nome 'Stazione delle Storie', fondata da Chiara Nirta, ragazza Bovalinese (Rc), trasferitasi al Nord per questioni di Studio. L'associazione, -dice Chiara- ha l'intento di coagulare attorno a sé tutte le giovani menti e condurle al confronto, ad emergere, a farsi strada a crescere assieme. Perché la Cultura salva e rende cittadini, non sudditi; perché i ragazzi non h

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Ci sono uomini che sembrano condurre con sé visi normali, facce borghesi, atteggiamenti calmi, ma sono gli stessi al cui interno smuove e impazza la vita che non contengono, che gli scorre nel sangue pronta ad esplodere in un rosso di sangue tradotto in ballo licenzioso e seducente, irrequieto e nevrastenic

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E' molto difficile vivere, vero? E' molto doloroso farsi comprendere quando tutti intorno a te mentre spieghi loro le tue ragion

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E' una strana storia quella di Yair, il personaggio de 'Che tu sia per me il coltello' di Grossman. Decide di intraprende una relazione epistolare, cioè solo formata di corrispondenze e di parole con una donna; una donna che sceglie da un dettaglio, da un suo mod

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