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Era il tempo delle streghe arse sul rogo, dei diavoli con facce grottesche sotto i letti che cullavano il sonno dei giusti, fu il tempo dei satiri dal piede caprino, dei dannati colpevoli di perversione, vi fu il giorno dei ribelli armati di fiori, e degli innamorati sotto le balconate delle dame prosperose a decantar nenie, ci fu il giorno delle tarante e delle isteriche che si

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'I semafori continuano a lavorare di notte, proprio come il logorio interno dei tuoi pensieri, proprio come le angosce che non ti lasciano dormire, esattamente come gli impulsi irrisolti senza forma che ti spengono la serenità.' Disse Spaventanò dal balcone di casa sua, mentre il paesaggio cittadino si presentava intermittente e silenzioso, agghiacciante e afoso.

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Ogni volta che leggiamo un libro, sappiamo che stiamo incontrando la vita filtrata di qualche altro essere umano, le ambizioni a cui nel corso della sua esistenza è stato impossibilitato a giungere, mentre inchiostro e penna glielo hanno concesso, o semplicemente i suoi intendimenti e la sua fantasia.

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'Stavo bene perché avevo imparato a non fasciarmi la testa prima di rompermela. L'ansia me la lasciavo alle spalle, i tormenti sotto le scarpe, le conseguenze dietro l'angolo, ma finché un sole avesse illuminato una qualsiasi delle mie mattine, avrei continuato a vivere col sorriso sulla bocca per dispetto, per disprezzo, per terrore.

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Gli occhi mi sanguinano luce. E' L'Alba a Bovalino, un paesino calabrese. Il sole sorge imponente e 'tutto jubato', tremolante la Marina di Bovalino. S'accende la palla-gioco del vezzo di Cristo per gli umani-formica, s'accende come un cerino pacato dissipando le tenebre e le paure, l'odio tra le persone, i rancori, le bestemmie, i dissacranti dienighi verso Dio, i furori, gli eccessi, la corruzione imperfetta dell'umano.

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'E mi ricordo quando pensavo che 'buono' e 'cattivo' fossero cose distinte e separate, qualcosa di contrapposto, e invece oggi so coesistere in una danza che è alternanza. Non siamo una persona sola, non siamo nulla di ciò che pensiamo essere, se non un eterno ritorno di comportamenti che notiamo nell'altrui vita splendere quando guardiamo bene, rispecchiandoci senza farci caso, quando il caos ci costruisce così.

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Arrivai affannosamente a Sud. Non appena varcai il confine mistico-meridionale l'aria mi si serrò in gola. Implosi e smarrì il respiro, chissà dove. Il caldo avvampava i finestrini del bus trasferendosi nella mia mano poggiata sulla lastra. Assorbivo o m'assorbiva? Il solito cielo romantico-sanguinolento, i fuochi accesi ai margini della strada, sterpi a bruciare come un rito satanico, come il cuore di un amore buttato via.

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La donna di Sud ha un contegno rigoroso, una dignità fatta di sole, di salsedine sbattuta in pieno volto dalle mareggiate ioniche, di fattezze da dèa romana un po' matrona, un po' remota. La donna di Sud ha un contegno vivido e sgargiante come il sole dei tramonti aspromontani sanguinolenti e antichi.

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Era un dolore strano, quello che contaminava il lato umano di Lorèl, voleva odiare, straziarsi un braccio, sputare su tutto ma non poteva, aveva un impedimento al rancore, chi ama troppo ha il limite della sopportazione che soffoca ogni altro sentimento andato in cancrena.

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Comincia con uno sguardo la malattia della dimenticanza, il tuo ego s'estingue, lui si propaga tumoralmente in ogni cellula, t'infetta l'anima, si dirama nel cuore, t'accende i sensi. La realtà s'amplifica tutto intorno come osservare da lontano lo stradone alterarsi nel miraggio dell'afa. Le puden

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