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Si chiamava Adel. -Adel- così, dovete immaginarlo lieve il nome, dolcissimo, come il miele: A d e l. Piccola piccola e rannicchiata sotto le coperte. Sotto le coperte a trovare un contatto con se stessa. Una mano fra le cosce; le gambe sfilate: passerella dritta del piacere che le procurava la mano lagg

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Quando da Nord me ne ritornavo nella Mia Terra, dentro mi si apriva un boato di dolore e meraviglia, accompagnato dalla sensazione di timore e attrazione, come un mare mosso che s'apre e spampana orgasmi di cavalloni bianchi.

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Sapeva che il cuore si sarebbe arrestato quando sarebbe tornata nella suaTerra. I ricordi se ne stanno all'angolo del cuore poi scoppiano senza preavviso bombardandoti l'anima. Un attimo prima del mare, sul bagnasciuga si consumava molta vita, altrettante impronte o traccie, era la locanda del non luogo, un intramezzo di pace fra il divenuto e il futuro che forse non sarebbe mai stato.

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Certe volte le tenebre bussavano troppo forte alle meningi dello Scrittore. Il peso del mondo, razionalizzato e fatto a pezzettini dentro i pensieri a scaglie, come per essere digerito dal suo animo sensibile almeno poco alla volta, si aggrumava tutto e gli rimbombava in testa a notte fonda, lo faceva rivoltare nel letto il senso di disagio che si prova quando si contengono tanti mondi tutti assieme.

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Quali sono le parole giuste per rivolgersi agli Amori Impossibili? Qualsiasi frase tu possa esprimere risulterebbe sempre sbagliata o comunque fine a se stessa. Oltre l'impossibile c'è un grande bivio che conduce in entrambi i casi a qualcosa che rimarrebbe incompiuto, nella realtà.

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Tira un vento tagliente, con raffiche dispettose, di quelle che frustano il naso... le foglie mulinellano, le guardo cozzare e azzuffarsi, producono lo stesso rumore crepitante della fiamma. Le foglie che vorticano in modo irregolare, ma elegante e caotico allo stesso tempo; gli uomini hanno forse appreso l'arte della danza dalle loro movenze? così come forse hanno appreso tutto dagli elementi

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Nelle città dove il grigiore si impone sul sole, noi emigranti cercavamo di scorgere quei raggi che un tempo la nostra pelle assorbiva, ma qui il sole era solo una macchia livida. Sembrava una tinozza rovesciata.

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Era un vecchio storpio, un occhio gli mancava, qualcuno diceva che lo avesse perso in guerra, altri, quelli più cattivi e tradizionali che il fratello della donna che aveva sedotto e abbandonato in gioventù s'era vendicato ciecandolo durante un litigio, talaltri addirittura che Iddio lo aveva punito depredandol

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Ci sono uomini che nessuno nota. Sono presenti dalla notte dei tempi e ogni epoca si reincarnano in qualcun altro ma son sempre loro, gli stessi disuguali spiritati. Hanno pizzetti curati e occhi ferini, mani sottili e svelte, bassi, veloci, a pelle sanguinolenti, sguardo tagliente, intelligenza traduttrice, erano i satiri dal piede caprino, i Pan rivoltosi della vita che assunse e assume forme troppo strette, erano i demoni che s'intestardirono nel voler sovrapporre le re

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Elise stava appoggiata con la testa sul finestrino dell'auto, fuori pioveva sottilmente e talmente piano che le gocce non si disgiungevano, sembrava cadesse una nebbia bagnata e triste, una cappa bianca che inumidiva l'asfalto. Aveva appena finto di fare l'amore Elise, i capelli scompigliati, il sapore acre del sudore ancora in bocca inasprito dal fumo di sigaretta, il profumo di lui che la impregnava e il mascara oramai disfatto; adesso guardava fuori e la sua testa era da un'altra

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