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La mia vita è stata tutta strana. Molto temeraria, molto controcorrente. All'inizio era controcorrente perché mi piaceva provare il gusto di andare in retromarcia verso qualsiasi cosa mi avevano imposto. Il sapore di qualcosa che viene dissacrato e' allettante. Lo è stato per gli uomini fin dalla notte dei tempi. La tentazione ce la ritroviamo in religione, nella Letteratura, nei film, nelle Canzoni ma pure nei minuti esaltati della nostra vita, ogni giorno. Poi trasgredire e' diventato troppo formale e uniformante. La trasgressione è solo dire no alle abitudini che ci hanno insegnato. Al modo in cui ci hanno abituati a vedere le cose, a uccidere il diverso o a giudicarlo male. Ho visto gli esseri umani fare di tutto, e nei momenti in cui facevano cose squallide e biasimabili per la società dei giusti ho pensato che erano meravigliosamente veri. Non erano più una conseguenza troppo logica di induzioni secolari imperniate sulla semplicità ignorante e necessaria che fino a loro si era tramandata, perché erano istinto: iniezione diretta. Sembra uno stato d'animo meccanico ma era solo vita incontaminata. Ho imparato andando contro la corrente che avevano scelto per me che anche nel male c'è del buono. Niente è male e il bene è un atteggiamento come un altro, uno stato d'animo tranquillo, talvolta così lussuoso e ostentato da apparirmi riprovevole. Io non so cosa sia la cattiveria, soprattutto quella gratuita, perché ho imparato a farne senza. Come ho fatto non lo so. Credo sia stata quella volta che ho lasciato andare il mio sguardo così distante da tutte queste etichette che quello se ne è andato a Zonzo, oltre un punto di non ritorno e adesso viaggia tra i secoli a venire ipotizzando cose che forse non Accadranno più, perché forse sono avvenute in passato. In un passato talmente lontano e silente da essere sfuggito agli studi dell'uomo. Allora pensiamo che non siano mai esistite e non avendo la prova del nove in un futuro che non ripropone più l'azione, ci diamo, ignorando per convenzione, ragione. Mio nonno diceva che "la ragione e' dei fessi". Una struttura sintattica sbagliata che nel dialetto trova giustezza e senso. Non ragione intesa come logica ponderazione, ma l'aver ragione in sé e' una stronzata. È vero. Chi può dire che il giusto e lo sbagliato siano davvero così? È solo un enorme punto di vista, tutto muta tutto e' ciò che non potrà mai essere. Credo in tante cose, mai escluso nulla, da Iddio, agli alieni, alle energie che si toccano e si cercano prima delle volontà, ai destini già scritti e a quelli ancora da redarre. Sono stata sempre una estremista delle cose, John Wilmot, Dorian Gray, De Sade, tutte scaglie di un mondo a parte, comete stanche la cui scia si è dissolta in me, ma lasciando tracce di sangue e bellezza perversa dappertutto. Così ho imparato a vedere il divino dove gli altri si calavano i pantaloni per pisciarci sopra. Nello lo sporco e nel degrado c'era sensualità e sincerità, non c'era male, forse dolore ma mai cattiveria costruita. I libri sono stati le mie non verità migliori, i miei studi le bugie più vere e accomodanti. Non bisogna però sforzarsi di sapere troppo altrimenti si invecchia presto. Si narra in una fiaba che sulla sponda di tutti i laghi viva una giovane donna con le mani da vecchia, quando fa tanto freddo e il sole in questo posto che Grecia non conosce, scalda poco, e' così che mi sento. Vecchia e troppo giovane e fuori luogo per potermi arrogare il diritto della saggezza degli anni. Sono sempre stata incollocabile, sempre tutto il contrario di tutto. Non mi sono fermata una sola volta sai? Neppure innanzi al disastro, il rischio me lo legavo al dito e non ho mai fatto dei passi a ritroso per evitare di saltarci dentro. Bagni di rischio e botte di adrenalina che la droga avrebbe dovuto assumere per ripigliarsi. Gli ostacoli mi mandano in confusione ma io non so arrendermi, faccio lunghi giri e poi quando i tempi sono maturi alle mete ci arrivo, a mio modo e secondo le mie ottiche che non ho mai capito ad oggi quali davvero siano. Sono infatti imperniate sulla commistione di qualsiasi cosa io abbia fatto o mi sia stata fatta, sulla consapevolezza di quello che ho dato, ancora di più di quello che non sono riuscita a dare. La scrittura è il dono che io ho avuto. Forse è una bacchetta magica che non ho imparato ancora ad usare troppo bene ma c'è tempo per tutto, visto che anche il tempo dall'uomo e' stato reso convenzione. Per me no. Se amo posso amare dopo cinque minuti, gli anni consolidano quello che c'è già sotto lo strato dei secondi. Gli uomini? Sono stati diversi e credo di averli più che altro studiati. Per chi cerca lo studio è una malattia inevitabile in ogni contesto. È sempre comunque stato uno scambio alla pari, sempre senza rimpianti e con bei ricordi alle spalle, pure quando le cose si sono deteriorate senza un perché. Dagli uomini ho imparato che la sensibilità e l'intimità sono beni di primo ordine e non idiozie di quarto ordine come ori e metalli, quelli non servono a un cazzo, amore mio. La mia sensibilità è molto acuta soprattutto nelle punte estreme e pure la tua lo è. La tua arte è uguale alla mia, è uguale a tutte le arti e a tutti gli artisti per quanto diversi. Non si parla mai di certe cose a volto aperto e in modo troppo diretto. Però attraverso la scrittura o attraverso la musica il dolore diventa amore raccontato e non spegne ma accende. Io imparo a conoscerti così, delicatamente e di sbieco perché gli uomini più delle donne hanno spazi che non meritano invasione, solo carezze da lontano. Comprensione muta nell'ombra di una presenza che c'è ma che non ingombra, non sa fare rumore. Ho molto cercato, ho sempre cercato perlopiù antitesi e opposti per provare a integrarli in un equilibrio che sapevo già non esistesse, eppure sognare mi ha mantenuto viva anche nella morta consapevolezza di un non raggiungimento. Paradossale e bella la follia. A questa ricerca io non voglio mettere fine. Metto solo in pausa per un po', adesso è ora di creare di mettere a frutto la semina, significa costruire. Io voglio costruire con te qualcosa, non mi importa se un altro universo o un castello dei pirati coi lego, voglio che la mia mano sia accompagnata dalla tua. Spero per sempre. Questo che ti dico e' più forse di qualsiasi banale "ti amo", è più di una promessa, perché al di là di un qualunque vuoto sentimentalismo è una speranza di transito assieme.Voglio dire che spero che la mia vita sia la tua. Ho dovuto aspettare tutti questi anni per trovarti Max, quanto volte ho vissuto tristemente con il dubbio che questo giorno non sarebbe arrivato. Si vede che i tempi sono maturi adesso. Comincio a non credere alle coincidenze, ma avallo le ipotesi dei colpi di culo micidiali. Sono le sei del mattino, sto ascoltando le tue canzoni, ascoltando ciò che scrivi, e mentre ti dedico tutta la mia follia, penso che sì... Sei proprio tu. Ti amo. Grazie per avermi lasciato in un minuto tutto quel che hai.

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