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Non voglio giudicare lo sciopero di oggi riguardo al movimento 'Forconi'. Ci sono già tantissimi che hanno espresso le loro idee, idee delle più svariate, paradossali anche, alcune che si avvicinano alla verità, altre fuori luogo. Io preferisco astenermi.

C'è chi dice che il movimento sia stato voluto dai 'fascisti', chi asserisce che fascisti e 'compagni' si siano invece trovati in Piazza assieme per ribellarsi a una classe dirigente che non sa 'governaci'. Che poi 'governare', lo Stato dovrebbe essere espressione massima della richiesta di un Popolo, dovrebbe fare il bene comune, già il verbo despota 'governare' credo sia sbagliato. L'autorevolezza occorre, certo, ma anche umanità, sintomo di Cultura che sembra non trovare posto tra le fila dei nostri deputati. Ma comunque. Addirittura nel movimento si sono associati -ma questa è la costante di ogni movimento-, i casinisti che sfogano la loro rabbia interiore sventrando inutilmente cassonetti e deturpando via via ciò che incontrano, l'importante è scindere: la mela marcia si trova ovunque, ma sono sicura che fra queste persone traboccavano cittadini mossi da stanchezza e delusione, da bisogno, e ch'erano lì per dire no a un sistema che ci sta martoriando tutti quanti. Io mi astengo da qualsivoglia giudizio perché la folla è vero, è una, ma le genti sono eterogenee, non tutti sono stati mossi da violenza o desiderio di fare del male, molti volevano cambiare, dire 'no', farsi sentire, perché voci inascoltate che non ne possono davvero più. Rimango neutrale, tra chi afferma perentorio che non è quello il modo di manifestare e quelli che contrariamente sono convinti che sia stato uno dei pochi modi per farsi sentire, io rimango silente. Mi limito a riportare e a sperare. Capisco chi afferma che non occorre manifestare creando quei disagi perché ha un altro criterio di azione e capisco chi si è esposto. Provo a capire tutti. L'unica cosa che voglio dire è che forse dobbiamo smetterla di farci la guerra tra 'sciancati': basta fascismo, basta comunismo, basta ragionare soltanto con questi criteri, sono ideologie che ognuno può più o meno sentire vicino a sé, ma si deve provvedere -se necessario, e mi pare lo sia- muoversi attraverso idee nuove e aderenti al problema, non è più importante scontrarsi ma agire, basta lagnarsi e additare, odiare, odiarci, deplorare pure i politicanti, basta. Per me l'unica arma bianca, l'unica possibilità che possa salvarci è la Cultura, la pace che nasce dal sapere e che disintegra ogni stereotipo cattivo che ci contagia come ammorbati. E' nelle scuole che dovete farli crescere col cervello acceso, è la mentalità a fare il Popolo, neppure le leggi, è l'umanità di un Paese, la capacità di reclamare senza odio, ma concretando con la voglia di reclamarsi il diritto che ci appartiene o di denunciare l'ingiustizia che ci viene fatta. Il diritto di essere Cittadini e non servi. Non so se lo sciopero di oggi sia stato giusto o sbagliato, il punto di vista cambia a seconda della sensibilità e del criterio costitutivo di ognuno, tutto opinabile, valevole ma non necessariamente vero. Nel bene e nel male è stato comunque un modo disperato, feroce, necessario, -chiamatelo come vi pare- di cambiare, anche se si sarebbe potuto fare meglio. E' che in politica non dovrebbero infilarsi i mafiosi, ma i professori col cuore acceso o i ragazzi dentro cui si smuove la passione del sapere ed il senso del bello. E' che dovremmo votare mossi dal senso di civiltà non dall'egoistico 'aspettarsi in cambio qualcosa, se ti metto la X sulla scheda elettorale'. Cultura è la sola salvezza, da lì nasce tutto, non dalle Molotov incendiate contro i negozianti. La guerra non dobbiamo battagliarla contro altri fratelli nostri, ma contro l'ignoranza.