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La vita sui libri ha un senso se accompagnata alla vita vissuta in strada. Nessuno di voi può dire di conoscermi io sono tutto, ho masticato tutte le compagnie, agli avvocati ho controbattuto, ai letterati ho dato filo da torcere, sono stata amica dei burocrati e degli ubriachi, delle donnette colle mentalità chiuse,

alle puttane in strada, alle donne ammodo borghesi, ai medici, ai terroni come me, ai nordisti ho stretto la mano, ho porto una spalla ai suddisti, mi sono ubriacata, ho scritto, ho insegnato, ho imparato muta a orecchie tese, ho sputato veleno agli innocenti, ho curato gli avvelenati, ho avuto in testa mille uomini, ho avuto fra le gambe altrettanti, ho pianto coi colpevoli e sorriso cogli innocenti, ho peccato e delle conseguenze derivanti ho assorbito il bruciore del fuoco, ho bestemmiato, ho pregato Iddio in angoli bui, ho riso miscredente cogli assatanati, provato il brivido dei dannati, discusso cogli evangelisti, ho sputato sull'oro e assurto la merda a scrittura, ho fatto e visto di tutto e tutte le persone che ho conosciuto dalle razze più spietate a quelli 'per bene' sono stati per me insegnamento e onore, perché io non ero meglio di nessuno, non ero meglio dello sciancato, non ero peggio del professionista in cratavattino ero una di loro ma ero sempre io, mi adattavo strisciante come le serpi, mi sono deturpata, curata, me ne sono fottuta, ho combattuto e ho perso, mi sono rialzata e me ne sono poi andata come la peggiore delle vigliacche, ma non ho mai giudicato, ho rispetto per il moscerino che si appoggia sulla mano come per il filo d'erba come per l'Uomo, Pirandello Padre mi ha mostrato la via, voi non mi conoscete io sono Uno nessuno e centomila, voi non mi potete additare perché un giorno diventerete ciò che nell'altro deprecate, io mi lavo le palle con le vostre critiche e anche coi vostri complimenti ed è questo il rispetto, perché non avete diritto di parola così come io non ce l'ho nelle vostre esistenze, siamo tutti qui uguali e contraddistinti da idee ed esperienze... io sono una che se ne fotte perché mi importa di troppe cose, scriverò e narrerò di ognuno di voi, di tutti quello che sono passati nella mia vita, ancora rimasti o iti, di quelli che m'hanno dato gioia e di quelli che mi hanno affossata, io ho il quarto Potere: La Parola, le Parole volendo non sono nulla, ma se le giri mordono come cerbero o salvano come unguenti. Io voglio vivere sopra, delle convenzioni borghesi me ne fotto, le cerco solo quando mi smarrisco troppo, Pirandello dissangua e io sono morta, non potete ferirmi, perché sono immune, sono già morta perché sono troppo viva, troppo viva per tutti voi e pure per me, siete uno spettacolo visto dall'alto, la mia bugiarda vita lo è, non potete scalfirmi ho l'ipocrisia del finto sentimentalismo letterario, sopravvivo a tutto: 'in principio era La Parola', sempre sarà. Letteratura spaventati.