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Ogni volta che leggiamo un libro, sappiamo che stiamo incontrando la vita filtrata di qualche altro essere umano, le ambizioni a cui nel corso della sua esistenza è stato impossibilitato a giungere, mentre inchiostro e penna glielo hanno concesso, o semplicemente i suoi intendimenti e la sua fantasia.

Ogni volta che leggiamo un libro ci imbattiamo inevitabilmente in una parte di sensazione passata che qualcuno ha provato per noi, che ci ha descritto. Ogni volta che leggiamo un libro facciamo i conti con quei fantasmi della mente che sono così subdoli da indurci a soffocarli sul nascere per la vergogna, con quelle emozioni che la convenzione e il 'buon senso' (ammesso che ce ne sia uno, e se c'è bisogna stabilirne i criteri che lo determinano), ci fanno apparire come vili o poco consoni e dabbene. Ogni volta che apriamo le pagine di un libro e le sfogliamo, se prestiamo loro particolare attenzione, in un modo o nell'altro ci rendiamo conto di essere complici alla storia, perché che si tratti di stato d'animo o contesto ci rispecchiamo, capendo alla fine che gli altri siamo noi; che non c'è una scelta che possiamo deprecare fino in fondo, perché toccherà anche a noi indossare quelle maschere che nel volto altrui disprezziamo. Finalmente il libro ci pone in condizione di capire che giudicare è un atto irrisorio, risibile, banale, codardo, in esubero, una perversione  inutile dello stato di bontà, è qualcosa in più che potremmo tranquillamente risparmiarci se ci abituiamo a pensare in grande, se vediamo con occhi nuovi al fatto che i giorni, il nostro transito ben presto ci condurranno tutti quanti a delle scelte e a degli atteggiamenti che tempo prima avremmo considerato lungi dalla nostra persona. Nelle scuole andrebbe introdotta un'ora di lettura a piacere, che consentisse ai ragazzi di staccarsi dal nozionismo stantio e imposto, che consentisse loro di fraternizzare con la lettura non attraverso catene coercitive ma mediante stimolazione di curiosità, apertura mentale, passione... la passione, è uno dei sentimenti che accende il mondo, la passione è la scintilla da cui parte l'Amore fino a propagarsi con un freddo brivido dalle ossa al cuore, la passione stimola non attraverso la verbosa imposizione della retorica vuota, ma attraverso contenuti e tematiche importanti, estraibili dalla lettura, la libertà non ha a che fare con la trasgressione esasperante e nascente dalla convinzione di dover necessariamente rompere tutti gli schemi della convenzione, la libertà è avere la possibilità di poter scegliere minimamente, anche soltanto quale libro trangugiare e piantarselo nell'anima come reliquia. Il libro è un oggetto vuoto senza la personalissima interpretazione del lettore, se non lascia la scia il libro è solo un oggetto da bellavista, se non siamo capaci di farci lasciare il solco della cultura e della comprensione e dell'umanità, anche minimo, siamo noi inariditi come degli oggettini da decoro, è un amore reciproco quello colla lettura, fatto di comprensione, interpretazione e sensibilità, come del resto quello colla scrittura. Ciò che può davvero cambiare il mondo, non sono gli atti legislativi e neppure le bombe atomiche, queste possono o modularci la vita o radercela al suolo, cambiare è ben altra cosa, cambiare è lasciarsi plasmare, lasciarsi penetrare, arricchirsi dell'amore della cultura, arma bianca potentissima che può davvero arrogarsi il diritto di mutare noi stessi e successivamente il globo, in accezione positiva s'intende.