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Era un dolore strano, quello che contaminava il lato umano di Lorèl, voleva odiare, straziarsi un braccio, sputare su tutto ma non poteva, aveva un impedimento al rancore, chi ama troppo ha il limite della sopportazione che soffoca ogni altro sentimento andato in cancrena.

Voleva sfogarsi, lasciarsi andare nuda contro lo specchio e picchiarci contro le nocche finché le schegge di vetro si sarebbero macchiate di sangue. Un dolore le serrava la gola e le faceva vedere nero ogni spigolo, ogni superficie la inghiottiva in un crescendo regolare e graduato, le sabbie mobili con dentro i demoni dai canini appuntiti la rodevano smangiucchiandole ogni sopportazione, non poteva ribellarsi. Dio Mio!

Era stretta in una gabbia d'attenuanti, era sudata del lordo del perdono, rideva mentre le lacrime le rigavano il volto storpiato da una commistione di sentimento. Sotto la sua finestra un andirivieni di passanti brulicanti, sopra, un cielo a strascichi stanchi e confusi.

Nelle sue mani il turbine dell'abbandono, nello sguardo al futuro la speranza di un'indipendenza corrottasi con un 'forse'.

La malleabilità del relativo ci distrugge e sgretola nel suo precario palesarsi, nel suo costante vacillare; 'toglietemi dal bilico, per l'Amor del cielo' le stridevano le cervella infuocate. Com'era stanca d'ardere, di sbattersi a destra e a manca nelle sponde dei disadattati, come era stufa di tutti quei 'perché' datele dal caso e che sarebbero rimasti senza una risposta, senza una sicurezza. Voleva morire e non poteva, fuori l'azzurro non lasciava spazio al boato di nulla che avrebbe desiderato la inghiottisse, si sarebbe venduta l'anima per una manciata di pace, di pace, di pace. Basta vertigini e basta giochetti d'ambiguità e fraintendimenti di compromesso, la verità, la verità, la verità... 'non posso essere sempre io ad interpretare tutto, a rischiare l'errore camuffato dell'obiettività contaminata dalla speranza: c'è un confine flebile tra le due che garantisce un'entità imprescindibile. Aiuto! Soffoco, l'aria mi fagocita e mi trascina, datemi il mare, spegnete le luci cittadine e la corsa alle macchine, gli alberi, gli alberi... la verità ', sragionava così, ma a che serviva? Non sapeva odiare, non sapeva odiare, non sapeva odiare...