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Comincia con uno sguardo la malattia della dimenticanza, il tuo ego s'estingue, lui si propaga tumoralmente in ogni cellula, t'infetta l'anima, si dirama nel cuore, t'accende i sensi. La realtà s'amplifica tutto intorno come osservare da lontano lo stradone alterarsi nel miraggio dell'afa. Le pudenda impazziscono in una danza viscerale di contrazioni, si umettano, grondano, prudono, si ribellano con battiti da orologio da parte, ti dicono che sei viva e guizzante. Guardi ma non vedi, il cuore batte oltre il timpano d'orecchio come il calpestio intimorente d'un cicliope cattivo e potente. La vita è tutta scoppiata in un botto solo, sembra un attacco di panico ossessivo e invece è solo vita sudata. I sogni sono un ectone transitorio tra speranza e consapevolezza di cadere da un momento all'altro stramazzando. I muscoli volontari fanno le bizze da primadonna in calore. La vita si sbriciola erosa insensatamente ma seguendo un filo logico indecodificabile: non siamo abilitati a questo, l'utente da lei chiamato è irraggiungibile, finché dura l'infezione, la possessione, l'ossessione, l'invasamento, il demonio mordicchiante ,il triste gioco del gigante che t'osserva sott' esperimento.