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'Non sono più riuscito ad innamorarmi, dopo quella volta, non sono più riuscito a percepire un odore di donna che mi bastasse, che mi nutrisse, che mi allacciasse a lei, dopo quella volta...' continuava insistentemente a ripeterle e a ripetersi Alex.

Miriàn lo guardava sorridendo un po' beffarda, nuda gli era addosso, dopo essersi consumata nella fame bulimica di lui, aveva freddo, il riscaldamento in auto s'era disperso da fori invisibili ma reali. Lo guardava fissamente come se conoscesse già quel repertorio ritrito di scusanti, socchiudeva gli occhi e indossava il maglione più grande di due taglie, i capelli le celavano metà viso, come se di lei Alex non avesse scoperto poi tutto. 'Non è ch'io sia una bestia, è che non mi basta, la testa l'ho persa dopo quella volta, io. Se l'è portata via, non posso evitare di seguire il cuore... ma neppure privarmi della sensazione di sentirmi vivo, i nervi me li ha lasciati in compenso e io amo sentirli tesi e farli vibrare, tu sai farlo, ma quell'odore... quella volta, lei, ci capivamo ecco... ma non era corpo, era odore di casa nella sua pelle, era sudore maturo non acre, ma fisico e benevolo, come dopo la spossatezza triste e appagante di un desiderio assolto...' tentava di giustificarsi, si sentiva impedito e sporco, non voleva far del male a Miriàn. In realtà non gliene faceva nonostante la credesse fragile e perdutamente invaghita, lei sapeva, l'aveva capito... Le donne agguantano subito intuitivamente il balenio di una sensazione maschile anche prima che in loro nasca, non c'è niente da fare. Le donne sono l'intuito lacerante da cui non si sfugge, una connotazione naturale a percepire il latente che gli è propria. Così non gli faceva male, era una donna scaltra lei, sentiva che il corpo d'Alex era lì per saziarsi di qualcosa che non poteva andare oltre un vuoto. E sorrideva, finché non decise di prorompere e interrompere quell'impacciata giustificazione, che poi non era falsata, ma bonaria e sincera oltreché perfettamente vana... ' Ma cosa credi? Per chi mi hai presa? Il fatto ch'io abbia condiviso il mio corpo, il mio tempo, il mio orizzonte carnale con te non implica la mia devozione, non giustificarti, è pietoso, per carità! Vai da lei invece, prendila, inseguila, corri, la vita è ora, domani vola e tu dilazionerai pensando che il tempo ti attenda, mentre quello è fatto per fuggire, è ideato per 'attemparti' e renderti mite, smussarti la foga inadempiente che t'acceca il cammino focalizzandoti sul suo odore che tanto ti manca, vattela a reclamare la tua donna. Io sono scaltra e l'universo dell'andirivieni lo conosco bene. I vostri quattro concetti occidentali non si sono frapposti fra mia acuta vista del reale e l'esistenza discinta pura e nuda, seleziono minuziosamente e dettagliatamente ogni cosa, incontaminata dall'alterazione definitoria, pensi di amarla meno perché il mio corpo ha stimolato in te piacere? Non vedi che ci siamo scambiati passione, il tuo amore con lei è un'altra cosa, sono linee parallele che non s'azzuffano, distinte e separate non pongono vincolo. Va' e dille che la vita vuoi passarla con lei, che ti sono passate di tra le mani donne bellissime e impudiche, donne carnose e dai capelli folti e tu hai avuto la prova concreta che lei è l'unico baluardo in cui il tuo amore si espande... va' e dille che l'hai scelta ogni giorno e che il suo ventre non è un tunnel, ma l'alcova molle del nascituro che ti spetta e che desideri, che la sua carne non è inebriante una notte sola ma tutta la vita. Corri e baciala come un pazzo, come se dalla sua bocca dovessi trarne alimento, va' e chiedile quanti uomini l'hanno posseduta e poi prostrati ai suoi piedi felice d'essere quello che c'è l'ha fatta, a rimanere. Cosa credi che l'amore sia il corrispettivo oggettivo di un cerchietto al dito o di un'imposizione convenzionale, o ancora della scelta limitrofa più accomodante in cui rifugiarsi? L'Amore è capirsi, l'Amore è l'estinzione dell'ambiguità, l'intesa perfetta, l'altruismo sfrenato di veder realizzarsi e sbocciare il sorriso della persona che ami, l'Amore non è quotidianità o distanza, è quella parte di te personalissima che solo con quell'essere può aver ragion d'essere, e non importa se il novecentonovantanovesimo 'Te' avrà vissuto altro con altre mille donne o avrà imprecato anche contro se stesso, importa quella piccola parte che a lei ti lega, quella millimetrica tua sfaccettatura che il cuore t'ha indicato come preminente e meritevole d'essere vissuta appieno, al di là di tutto o del giusto e dello sbagliato che t'hanno insegnato in buona fede, per garantirti un centro permanente di sicurezza: il tentativo fallace di una linea guida certa e sicura, scorri nell'intermittenza invece, scappa e vattela a prendere, le conseguenze sono un dazio costante, visto che devi saldare incontrovertibilmente, tanto vale acquistare felicità'. Così disse e lui si ammutolì. Il buco nero cosmico che in lei spaziava s'era inghiottito le aspettative limitate e fantasiose di lui, che vedevano già Miriàn preda di singulti e singhiozzi... chissà che strano contrasto suscitava in Alex la consapevolezza d'essere esattamente e perfettamente agli occhi di quella donna, ciò lei era per lui. Sicuramente aveva fatto vibrare e stridere i suoi nervi visto che un cuore non l'aveva più, ma talmente tanto da averglieli resi brandelli e inservibili. Senza cuore e senza nervi trascorse la sua vita l'Ameba, incapace di accaparrarsi ciò che gli spettava. Le sue membra disarticolate vagarono inutilizzate nel corpo di chi le ignorava e neppure se ne servì.  (Imparate ad andare a prendervi ciò che vi spetta di diritto, ad ogni costo, prima che il tempo inghiotta i vostri desideri e vi renda pulviscolo inerte)  -Di Chiara Nirta.