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Panem et circensesPanem et circenses" è una locuzione latina molto ultilizzata non solo nell'Arcaica Roma, bensì anche attualmente. Nel nostro costrutto italiano equivale a dire "pane e giochi del circo". Questa locuzione nell'Antica Roma era utilizzata per delineare spesso i comportamenti tipici degli imperatori, che per dissuadere loscamente il popolo e la plebe dai loro infidi intenti politici, elargivano e dispensavano spettacoli, celando dietro qualche fenomeno da baraccone o in alternativa dietro qualche pagnotta di pane le loro infide intenzioni. C'è da riflettere con oculatezza su tutto ciò, in quanto oltreché essere una locuzione ricorrente, a distanza di tanto tempo è frequente anche la modalità d'utilizzo del significato che la designa.

Ossia, mi spiego meglio. In altre parole: E' quello che quotidianamente avviene anche nella nostra epoca, cambiano i detentori del potere, la tipologia di "spettacetti da quattro lillari", ma non i vili propositi. La demagogia politica è uno degli esempi palesi. Oltre e soprattutto agli attuali programmi che costellano il nostro palinsesto: "Reality show", programmi trash e quant'altro di analogo... che non fanno altro che distrarci dai veri problemi in cui il nostro "Bel Paese" riversa. Sembra paradossale ma è così. L'Italia vive continui soprusi, quali: sospensioni di pensioni ad individui in coma vegetativo, prolungamento delle pensioni di anzianità, tagli innumerevoli all'Istruzione, precariato dilagante, stipendi dimezzati, mentre i nostri politici ( i delegati con le idennità parlamentari più "cospicue" ) navigano in sfarzo e monili. I media, di sovente per distrarre il nostro senso critico non fanno che dispensare programmi televisivi insulsi e futili, per far sì che il nostro senso critico si affievolisca e venga bombardato da idiozie, invece di mandare in onda programmi appositi ed aprire dibatti dai quali potrebbero scaturire collazioni e raffronti e quindi possibili soluzioni. Oltretutto il palinsesto, intriso di questo lerciume non fa che offuscare le menti dei ragazzi, e degli adolescenti che non godono ancora di un senso critico "robusto" e sviluppato sufficientemente, da poter acquisire cognizione di causa come si conviene. Le tivù Propinano falsi miti da seguire, obliando i veri valori e conseguentemente i sani principi. La Cultura se priva di intelligenza e di senso critico rimane un involucro vuoto. Un nonnulla infruttuoso. Come del resto sarebbe anche senza consapevolezza. Il fine spesso dei potenti è quello di ottenebrarci, di non farci reagire, è di annichilire la nostra consapevolezza, con l'ausilio dei mass media, mettere a tacere le coscienze e lasciarle sedimentare. E queste ultime in balia dell'inutilità più sorda diventano facile bersaglio, presto alla mercé del primo demagogo di turno che si riempie bocca e membra di retorica vuota... a questo proposito per farvi intendere meglio il concetto, prendo in prestito, riportandola qui di seguito, una bellissa ed inequivocabile frase di G. Rodari: "Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti , ma perché nessuno sia più schiavo", in modo tale che il "Panem et circenses" possano goderselo loro questi sedicenti borghesi-politico-falsi-perbenisti e noi, "noi quelli veri, noi il popolo sovrano, noi i lavori, noi gli studenti": divincolati e nudi dall'infingardaggine e soprattutto consci, goderci un bel pezzo succulento di Realtà.