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C’era una volta l’ossigeno e un’aria diversa, a Bovalino come in gran parte della Calabria. Da quello che mi raccontano le persone più adulte bovalinesi e non, vi era un’atmosfera diversa (e non solo dovuta all’ambiente), c’era più aggregazione, più voglia di condividere le risorse del nostro territorio, più allegria e più rispetto reciproco.

C’era una volta l’ossigeno che proveniva dal mare, privo di “navi dei veleni” e di inquinamento provocato da fiumare che confluivano a mare senza la presenza di zinco, acidi e percolato che le discariche oggi versano direttamente li dentro. C’era una volta l’ossigeno perché non si respirava diossina proveniente dai roghi dei cassonetti dei rifiuti. C’era una volta l’ossigeno perché nel centro di Bovalino giaceva il verde degli alberi e non il cemento, l’acciaio o l’amianto. C’era una volta l’ossigeno perché in Calabria non si finanziavano opere che consentivano l’installazione di centrali a Carbone (come a Saline Joniche). C’era una volta l’ossigeno perché nelle campagne si coltivavano i prodotti che servivano ad alimentare il mercato economico e la salute dei calabresi e non vi sorgevano discariche abusive. C’era una volta l’ossigeno perché si respirava l’aria di una montagna meravigliosa e di un mare dal colore cristallino e dall’acqua limpidissima, c’era una volta l’ossigeno perché Bovalino era il centro del turismo della fascia Jonica. C’era una volta l’ossigeno perché per passeggiare in paese si usava la bicicletta o le gambe e non i suv o le automobili di grossa cilindrata. C’era una volta l’ossigeno perché non brucio l’erba per pulire il giardino. C’era una volta l’ossigeno perché c’era il rispetto dell’ambiente, dei miei simili e del prossimo. C’era un’aria diversa, che per quanto ora possa essere vecchia, serve perché nuova. Nuova per far si che si torni a valorizzare le risorse che possediamo ma non “vogliamo” utilizzare nel modo giusto e le nascondiamo, non le prendiamo in considerazione. Ci sono i treni che funzionano con l’elettricità, ma usiamo ancora le famose “littorine”, perché “ci piacciono”, perché sono “comode e spaziose”, (ovviamente scherzo). Esiste ormai in quasi tutta Italia la raccolta differenziata, ma noi usiamo ancora le buste di plastica per riempirle di rifiuti e i cassonetti straboccano spazzatura emanando odori sgradevoli. C’era una bella Bovalino, una bella Locride, una bella Calabria che non esisterà più, ma non è detto che non vi possa essere un’altra bella in maniera diversa. Io ci voglio credere, ripartendo da un aria nuova, di cambiamento.