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Riceviamo e pubblichiamo

Ormai da un paio di settimane tiene banco la polemica sulla sentenza del Tar 
che ha respinto il ricorso dell’Università Magna Grecia di Catanzaro contro l’
istituzione dei corsi delle professioni sanitarie da realizzare a Cosenza in 
collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma.

Non siamo intervenuti 
prima sulla vicenda per capire, effettivamente, le posizioni dei politici 
calabresi e non possiamo che rimanere sbalorditi. Rimaniamo sorpresi dalle 
dichiarazioni di alcuni esponenti politici poiché non riusciamo a capire le 
motivazioni delle loro posizioni, se non per meri campanilismi che non fanno 
bene né alla città di Catanzaro né alla Calabria stessa. Siamo sempre stati 
favorevoli alla creazione di una facoltà di Medicina a Cosenza, tanto da far 
deliberare il Consiglio comunale di Cosenza, su richiesta di Alleanza 
Nazionale quando ricoprivo l’incarico di capogruppo durante la scorsa consiliatura, l’
ubicazione del nuovo Ospedale in prossimità del Centro storico approvando l’
idea della facoltà di Medicina all’Unical, da affiancare al plesso 
ospedaliero. La costituzione di una facoltà di Medicina, o comunque di alcuni corsi, non comporterebbe nessuno svantaggio alla città di Catanzaro, considerando che 
molti degli  aspiranti medici calabresi sono costretti a studiare fuori sede 
per il numero limitato di posti presso l’Università Magna Grecia di 
Catanzaro, visto che è l’unica Università calabrese ad avere una facoltà di Medicina. 
Anzi il vantaggio sarebbe tutto calabrese, perché si formerebbe un numero più 
elevato di professionisti calabresi rispetto a quanti se ne formano 
attualmente, per non parlare di vantaggi in termini di ricerca. Il nostro 
stupore consiste anche nel  fatto che molti politici calabresi hanno la 
memoria corta in merito all’istituzione dell’Università della Calabria. E’ inutile 
ricordare che, all’indomani della costituzione delle Regioni si è aperta la 
disputa su quale città dovesse ricoprire il ruolo di Capoluogo di Regione e 
si stabilì, in breve, che a Reggio Calabria spettasse la sede del Consiglio 
regionale, a Catanzaro il ruolo di Capoluogo di Regione e a Cosenza la sede 
delle Università, infatti l’Università di Arcavacata prende il nome di 
“Università della Calabria”. Di conseguenza se si vuole rimettere in 
discussione il ruolo di Cosenza, opponendosi alla costituzione di una facoltà 
di Medicina, o più semplicemente alla costituzione di alcuni corsi in 
collaborazione con “La Sapienza”, allora, considerando le modifiche apportate 
dalla spending review, con la rimodulazione delle Province, bisogna rimettere 
in gioco tutto, anche il ruolo di Capoluogo di Regione.

Avv. Fabrizio Falvo
Coordinatore provinciale FLI