CalabriaInforma

Valutazione attuale: 4 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella inattiva
 

A pochi mesi dalle elezioni politiche 2013, quando saremo chiamati a scegliere la nuova composizione del nostro parlamento, si cominciano ad analizzare le intenzioni di voto degli italiani.

Il primo dato che salta all’occhio è la percentuale degli indecisi, che comprende sia le persone che non andranno a votare che quelle che non sanno se lo faranno e per chi soprattutto: tutti i sondaggisti concordano sul fatto che “il partito degli indecisi” con ben oltre il 50%, rappresenti il primo partito italiano.

Prima di cominciare a stilare i dati, è bene precisare che questa grande fetta di italiani indecisa sul voto potrebbe cambiare di molto o,addirittura, soverchiare le nostre previsioni. Come dice il sondaggista Renato Mannheimer “di solito gli indecisi votano come i decisi, ma se stavolta cambiano, i nostri sondaggi vanno in fumo”. Detto questo, possiamo cominciare nel dire che i vari sondaggi pongono al primo posto il Partito Democratico, con una forbice che va dal 24% al 28%: secondo Mannheimer, il Pd si attesta al 24%, mentre secondo IPR Marketing al 25%. Il secondo partito resta, nonostante la clamorosa emorragia di voti rispetto alle politiche 2008, il Pdl, con il 19% secondo Mannheimer e il 18% secondo IPR Marketing. A pari merito con il Pdl abbiamo il movimento 5 stelle, al 18% secondo entrambi i sondaggisti citati. Seguono poi UdC e Sel entrambi sul 6%, l’IdV al 5,5% e la Lega Nord al 5%: su questi partiti i sondaggisti sembrano concordare. Questa è la situazione per quanto riguarda i singoli partiti, tenendo conto poi della presenza di altri partiti minori, come per esempio Fli, Api o La destra, che non oltrepasserebbero il 2,5% secondo Mannheimer e secondo IPR Marketing.

Cominciamo ad analizzare invece le possibili coalizioni e quali scenari potrebbero aprirsi, anticipando però che uno schieramento politico ad oggi non esiste e  queste che faremo rimarranno solo supposizioni. Indipendentemente dalle alleanze, una coalizione che abbia come partito-guida il Pd, quindi una potenziale coalizione di area centro-sinistra, sarebbe in vantaggio sugli altri possibili schieramenti: sembra sfumare in questi giorni una possibile alleanza Pd-Sel-Udc, la quale si attesterebbe sul 38-40% circa, sommando i voti dei partiti (anche se sappiamo benissimo che in politica i voti non si sommano); non dovrebbe neanche ripresentarsi la coalizione Pd-Sel-IdV, con quest’ultimo partito che sembra prendere una strada solitaria. Più realistico considerare una coalizione Pd-UdC o Pd-Sel: in entrambi i casi, si toccherebbe comunque il 30%, anche se la maggioranza dei sondaggisti ritiene che il Pd possa arrivare ad una maggiore percentuale di voti alleandosi con Vendola. Più di facile interpretazione la situazione a destra: Il PdL prova a fare la pace con la lega, con la quale non dovrebbe però raggiungere il 25%. Non si capisce ancora bene la collocazione di Fli e Api, dopo che, all’indomani delle elezioni regionali, era sfumata l’ipotesi del grande centro con l’UdC. Difficile che Fini e Casini possano tornare con il PdL, cosi come la Destra di Storace. Sarebbe invece interessante testare le possibili percentuali di una coalizione di centro-destra guidata da un clamoroso ritorno di Silvio Berlusconi, come sarebbe interessante constatare che una coalizione nuova, formata da Vendola,Grillo e Di Pietro, abbia le potenzialità per vincere le elezioni. E teniamo presente che giorno per giorno si sente parlare di possibili movimenti di liste civiche guidati da imprenditori come Montezemolo o da altri personaggi,vedi le voci su Oscar Giannino, le quali cambierebbero di molto le carte in tavola.

Purtroppo, tutte queste considerazioni rimangono, ad oggi, solo mere supposizioni. Fino a quando il quadro politico italiano non assumerà contorni più netti e decisi, non potremo avanzare ipotesi e teorie su possibili vincitori e vinti, visto, tra l’altro, la grande mole di indecisi che esiste tutt’ora. Quindi, aspettiamo che le acque si calmino e qualcosa sui muova nello schieramento ufficiale per provare a fare delle proiezioni più realistiche per le elezioni politiche della prossima Primavera.