Stampa

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Mancano pochi mesi al fatidico giorno in cui metteremo la croce sul simbolo elettorale di uno tra i pochi partiti che oramai resistono, che già impazza il toto-premier: Chi sarà il candidato premier nella coalizione di centro-destra? E chi sarà quello per la coalizione di centro-sinistra? Tralasciando un semplice dettaglio,che ancora non si capisce chi sta a destra e chi a sinistra, in questi giorni sembra assistere al mercato del fantacalcio, dove ognuno prova ad accaparrarsi il mezzo più pregiato da schierare in campo.

 Direttamente dal palco dove deliziava il suo elettorato con la sua calda voce,  il bel “Pier Ferdi” giocava la sua carta: con noi, Monti candidato premier. Al chè il diretto interessato, sobbalzando sulla poltrona del suo salotto alle parole del leader centrista, riferisce alla moglie intenta a preparargli il pranzo domenicale: Neanche se mi pagano!(come se fino ad adesso non l’avessimo pagato) Il premier non aveva ancora fatto in tempo a ricadere sulla sedia dopo il precedente balzo di paura che Alfano già ribatteva a Casini (sotto dettatura di Berlusconi ovviamente): Monti premier solo se il suo nome comparirà apertamente sulle liste elettorali! Nel frattempo Monti, dopo aver rassettato le idee, convocava il suo stato maggiore per rispondere alle dichiarazioni settembrine di Casini: “Il mio orizzonte terminerà ad Aprile” (questa profezia per il premier sa tanto di Maya). E Bersani? Niente, lui era a fare il bagno sulla riviera Romagnola.

La volontà di Casini di proporre Monti come candidato premier mostra chiaramente una cosa: il leader centrista non sa più a quale filo aggrapparsi. Casini sa perfettamente di non potersi proporre lui stesso candidato premier – non sarebbe credibile – e prova ad appellarsi ad una figura che, nonostante le discutibili scelte economico-politiche fatte in questo periodo, gode comunque della stima di una buona fetta d’Italia e soprattutto delle sfere alte dell’Europa. La cosa interessante sarebbe vedere se il Pd decidesse di allearsi all’UdC con Monti candidato premier: non è un mistero che all’interno dei democratici – soprattutto tra i popolari – esistano molti “montiani” che auspicano ad una nuova legislatura con il professore al comando. E non convince neanche l’esternazione di Monti sulla fine del suo orizzonte politico ad aprile: sono solo frasi di circostanza, dette per non aumentare il polverone politico. La cosa certa sarebbe che se Pd e Udc andassero alle elezioni insieme con Monti candidato premier, i democratici saluterebbero l’alleanza con Vendola, cosa che a Bersani non farebbe molto piacere, sapendo di dover perdere molti voti provenienti dall’area rossa.

Per quanto riguarda l’esternazione di Alfano, sinceramente non né ho ben compreso il fine; sarà forse che in quel momento l’auricolare non funzionava bene e non è riuscito a decifrare le parole di Berlusconi, o forse l’ex Premier stava mandando a quel paese Casini e Monti ed Alfano ha dovuto tergiversare, ma sta di fatto che il significato vero delle parole del leader pidiellino ci sfugge leggermente.

Resta certa una cosa: questa sorta di commissariamento voluto dall’Europa con Monti premier deve necessariamente finire ad Aprile 2013 – e se fosse finito prima sarebbe stato meglio per il bel Paese. L’Italia deve tornare ad essere governata dalla politica e deve tornare a fare politica, e la politica deve prendersi le proprie responsabilità, senza appellarsi a quello o a quell’altro tecnico – vedi Casini. Per uscire dalla crisi è necessaria una seria coalizione, con una chiara colorazione politica ed uscita dalle urne, che metta in atto un programma a lungo termine, fatto di riforme e cambiamenti, cose che ne i tecnici e ne la destra berlusconiana sono riusciti a fare.