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Riceviamo e pubblichiamo

REGGIO CALABRIA. L’arresto di Antonio Rappoccio rappresenta l’ennesimo indegno evento che mortifica ancora di più l’immagine di una realtà sociale ormai più che compromessa ed inquinata. Per quanto ormai fosse solo questione di tempo e ci fossimo preparati ad una conclusione del genere del caso Rappoccio, non c’è dubbio che il colpo arrecato alla nostra comunità è una nuova ferita che determina il peggioramento delle condizioni morali, spirituali e fisiche della realtà in cui siamo quasi costretti a vivere.

È pur vero che la giustizia dovrà seguire il suo iter fino all’ultimo grado di giudizio, ma quello che si è verificato si colloca perfettamente all’interno del cerchio di vergogne che sta soffocando la nostra comunità. Ormai la situazione è diventata quasi irreparabile e dobbiamo inevitabilmente operare in un contesto in cui ciò che rischia di stabilizzarsi è la presenza di sistemi deviati in tutti gli ambiti della nostra società. Pertanto, con il presente comunicato, la federazione reggina dell’Msi-Fiamma Tricolore intende innanzitutto esprimere la propria soddisfazione per il lavoro svolto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine in merito all’arresto, che ripetiamo non stupisce affatto, del consigliere regionale eletto in quota Partito Repubblicano. Eppure, non molto tempo fa, l’onorevole Nucara (ma quando va in pensione dalla politica?) denunciava il pericolo fascista nella città di Reggio Calabria. Tralasciando il senso di quelle affermazioni possiamo, invece, constatare come quotidianamente i reali e concreti pericoli che minacciano il corretto funzionamento delle regole democratiche provengano costantemente da chi professa una totale diversità di pensiero rispetto alle nostre idee, da destra a sinistra, nessuno escluso. Pertanto quello che possiamo fare è rivolgere l’invito ai repubblicani, così come ai dirigenti di altri partiti e movimenti, di fare pulizia al proprio interno al fine di evitare condotte vergognose e denigratorie nei confronti della nostra comunità. Perché sono questi i veri pericoli che di fatto impediscono qualsivoglia rinnovamento etico della nostra collettività e ne compromettono lo sviluppo socio-economico. La denuncia della cattiva politica, quale vera responsabile della situazione di assoluto sottosviluppo in cui siamo costretti a vivere ed operare, è per il Msi-Fiamma Tricolore uno dei principali cavalli di battaglia, al pari della lotta alla mafia e alla massoneria che, come dimostrano le indagini giudiziarie, spesso operano assieme. Ciò che ci interessa è la corretta applicazione di quelle innovazioni sociali ed economiche necessarie per rilanciare il progresso della nostra terra. Per noi queste sono piccole soddisfazioni che certo non faranno aumentare la nostra consistenza elettorale ma che ci inorgogliscono per la nostra capacità di restare al di fuori delle logiche perverse che guidano la partitocrazia italiana. Adesso però, forse c’è un qualcosa in più che sta lentamente concretizzandosi. Quello di Rappoccio, accusato di truffa e corruzione elettorale e poi finito in manette con l’accusa di associazione a delinquere è, infatti, il terzo arresto che riguarda l’attuale consiglio regionale, dopo quello di Santi Zappalà ritenuto vicino alla famiglia Pelle di San Luca e di Franco Morelli ritenuto, a sua volta, vicino alla famiglia Lampada di Milano legata ai Condello di Reggio. Il consiglio regionale guidato da Agazio Loriero era stato accusato di tutto ed era stato eretto a modello di cattiva politica e di scandali politico-affaristici. La coalizione di centro-destra, guidata da Scopelliti, si era presentata come l’unica soluzione per uscire dal tunnel di oscurità e di vergogne in cui era precipitata la Regione. Eppure, per adesso, si assiste, senza soluzione di continuità, alla prosecuzione di quanto eravamo costretti a subire negli anni precedenti, con il rischio che si possa fare persino di peggio. Perché tutto questo? Dove vogliamo andare a finire? Ovviamente le domande che ci poniamo sono retoriche, ma anche dense di malumore e di rabbia nei confronti di una condizione che tutti desideravamo potesse cambiare ma che, purtroppo, almeno per il momento è rimasta immutata. Il governatore Scopelliti avrà il suo bel da fare perché non è da escludersi che, al prossimo episodio di cattiva politica o di collusioni che dovesse riguardare la Regione, il pericolo e la possibilità che si inizi a parlare anche di scioglimento del Consiglio regionale, possano diventare reali. E sarebbe una ipotesi nefasta, l’ennesima tragedia per la Calabria, da anni in condizioni critiche. Peccato, perché i giovani dell’Msi-Fiamma Tricolore forse avrebbero potuto dare un loro contributo, non solo per migliorare l’immagine compromessa della politica calabrese, come di quella reggina, ma anche e soprattutto perché avrebbero potuto offrire un incessante contributo in termini di progetti e di idee. Non bisogna certamente generalizzare perché esistono spazi di libertà in cui poter operare, così come esistono uomini di destra e sinistra che riescono ad agire al di fuori degli schemi della corruzione e della commistione. Forse bisognerebbe iniziare a pensare ad un fronte meridionale costituito dalla parte onesta e pulita della nostra collettività, nel rispetto delle identità e delle culture politiche di tutti, ma che si basi su un programma discusso da tutti e condiviso e sulla necessità di capire che o si fa fronte comune o si è destinati a perdere se si resta isolati e divisi. Il Partito dell’Msi-Fiamma è disposto a dialogare con tutti, senza preclusioni ideologiche e inutili pregiudizi sconfessati dalla realtà. Tutto questo, ovviamente, sarà possibile solo quando le gente deciderà di dare un sonoro e potente calcio in culo a questi sistemi che stanno annientando ogni giorno ogni ipotesi di rinnovamento, cessando di dare appoggi e voti a politici che sfruttano la condizione di bisogno e di disperazione della gente al fine di costruirsi le proprie fortune politiche, tradendo ovviamente le promesse elettorali che, come di volta in volta si può constare, sono solo funzionali alla elezione di politici ai quali non interessa affatto il disagio sociale della nostra terra. E pensare che, piuttosto che sperare di vedersi soddisfare richiesta personali, tutti noi potremmo beneficiare delle risorse della nostre terra se solo queste venissero anche in minima parte sfruttare. Come dicevamo in precedenza: l’unione fa la forza. Se la gente pensasse al benessere di tutti piuttosto che al benessere personale questo potrebbe essere un primo grande passo per un altrettanto grande cambiamento. In quest’ottica, probabilmente, la creazione di un fronte comune, soprattutto dei giovani impegnati in politica, potrebbe essere la spinta propulsiva iniziale che induca la gente a capire che una politica diversa può essere attuata all’interno di una visione organica della comunità, delle istituzioni e della economia.

Luigi Iacopino
responsabile giovani Fiamma Reggio