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In data 10 Agosto 2012 il Consiglio dei Ministri ha emanato il testo finale del decreto legislativo di riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari. Con grande soddisfazione del popolo lametino, il Governo, rispetto allo schema di decreto, ha escluso dalla soppressione e dal conseguente accorpamento sei Tribunali, tra i quali figura quello della nostra amata città.

E’ il ragionevole e l’unico possibile epilogo di una sofferta vicenda che ha ben definite radici e che ha visto una città intera stringersi attorno al suo ineliminabile presidio di legalità e di giustizia.

E’ doveroso precisare che il Governo Monti si è limitato ad esercitare la delega conferita a suo tempo dal Parlamento al Governo Berlusconi con legge n. 148 del 14 settembre del 2011, che ha convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge del 13 agosto 2011 n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. E’ ovvio che si tratta di una legge “made by Pdl”.

Nello schema di decreto legislativo il Governo, sulla base dei criteri contenuti nella legge delega, aveva soppresso tutti e quattro i Tribunali calabresi, compreso quello di Lamezia Terme. E’ opportuno, quindi, ringraziare il Ministro della Giustizia Severino, che ritenuto di dover tenere in considerazione i pareri, obbligatori ma non vincolanti, del CSM e delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, la prima delle quali è presieduta dalla deputata di Futuro e Libertà Giulia Bongiorno. Ne è membro anche la Coordinatrice del FLI Calabria l’on. Angela Napoli.

Come componente del Circolo FLI “Ninetta Burgio” di S. Eufemia Lamezia, debbo rivolgere un caloroso ed un più sentito e grande ringraziamento al Comitato Civico “Salviamo il nostro Tribunale a Lamezia Terme”, alla “Malgrado Tutto”, all’ Associazione Caduceo ed al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che hanno saputo rappresentare sul territorio lametino, ben più dei politici cittadini, le esigenze e la volontà di rivendicare la dignità di un popolo stanco di subire ulteriori soprusi e che hanno avuto l’egregia capacità di risvegliare le coscienze e di tenere alta la bandiera della resistenza, prendendo sulle spalle il peso del dolore e della sofferenza del popolo lametino.

Il mio è un encomio alla grandezza civica e professionale di queste forze sane della società civile e professionale lametina che sono state straordinarie. Ne ho testimonianza diretta, perché ho avuto l’onore di combattere al loro fianco.

In cuor mio auspico che la salvezza del Tribunale sia la prima tappa di una corsa che restituisca e riconosca a Lamezia Terme, terza città della Calabria, ciò che le spetta di diritto. E’ necessario reprimere il fenomeno mafioso con coraggio, come fatto di recente, ed avviare un processo di sviluppo economico, turistico e soprattutto culturale, che deve partire direttamente dai cittadini e da un rinnovamento della classe dirigente, da troppo tempo dimostratasi incapace ed inetta sia a livello locale che nazionale. La vicenda del Tribunale ne è un lampante esempio.

Il Tribunale di Lamezia Terme ha il diritto ed il dovere di rimanere aperto e di essere rafforzato non soltanto in ragione del fenomeno mafioso, ma anche perché è in grado di soddisfare con buoni risultati le esigenze di giustizia dei cittadini ed in termini di produttività è uno dei migliori di Italia. Ha un elevato bacino di utenza, per queste ragioni è insopprimibile oggi ed anche in futuro.

 

Guido Ferrari

Componente Circolo FLI “Ninetta Burgio” di Lamezia Terme S. Eufemia