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Siamo ormai in un’epoca in cui impera indisturbato il “relativismo etico”, in cui si costruisce e si adotta un modello di giustizia a proprio uso e consumo, senza il benché minimo rispetto verso leggi, disposizioni e regolamenti e tantomeno verso gli organi preposti a garantirli.
Ci si riempie, fino alla nausea, la bocca di “legalità”, la si sbandiera ai quattro venti, soprattutto nelle tornate elettorali, per poi farne tranquillamente carne da macello.
In questa clima di refrattarietà normativa trova il suo habitat idoneo il “modus operandi” dell’attuale amministrazione comunale di Benestare che, sorda alle continue segnalazioni di una minoranza che da tempo la richiama al rispetto della legalità, sta portando il paese verso il baratro.
Lunedì scorso si è tenuto il consiglio comunale di Benestare, con all’ordine del giorno l’importantissimo appuntamento previsto dalla normativa: l’assestamento e salvaguardia degli equilibri di bilancio e variazione di bilancio.
Di fronte ad una situazione finanziaria disastrosa, ormai da qualche anno, in sede di approvazione del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo, si promettono puntualmente interventi di risanamento che non trovano mai attuazione.
La precedente amministrazione e il Sindaco in carica hanno sempre cercato di nascondere e camuffare la grave situazione finanziaria ed economica che li vede responsabili in prima persona del default delle casse comunali. Lo stesso sindaco Mantegna insieme alla sua precedente amministrazione, nel mese di dicembre 2018, avevano approvato un piano di riequilibrio quindicennale per i debiti accertati a fine 2017 di oltre 2.400.000 euro e a maggio 2019 presentavano il bilancio consuntivo 2018 che evidenziava un ulteriore disavanzo di circa 1.200.000 euro. In aggiunta, nella seduta di lunedì 29, venivano comunicate dal responsabile dell’Area Tecnica e dal Responsabile dell’Area Amministrativa, altre risorse necessarie per l’esercizio 2019 pari a 370 mila euro.
Una sana e corretta gestione finanziaria prevede che, a fronte dell’accertata previsione di un maggior fabbisogno, corrisponda parimenti una riduzione delle spese e/o un aumento delle entrate. Invece il Sindaco, come sempre, abile teatrante e fuorviante sugli argomenti, ha tentato di farla franca ancora una volta.
Non è stata portata nessuna proposta all’approvazione del consiglio, solo chiacchere. Nessun documento contabile per dimostrare il pareggio del bilancio. In aggiunta, si sono palesemente ignorati i pareri contrari del Responsabile dell’Area finanziaria e dell’Organo di revisione, si sono snobbati gli interventi dell’opposizione e si è andati ugualmente e con presunzione al voto, forti dei numeri della maggioranza.
Cosicché, gli ignari, e incompetenti in materia, consiglieri della maggioranza, al comando del loro “capo” hanno alzato la mano per approvare, nonostante fossero stati fortemente redarguiti sul fatto che un voto favorevole poteva configurare l’ipotesi di falso in bilancio, reato molto grave e di tipo penale.
Ma ancora di più ci sorprende il silenzio compiacente e l’atteggiamento irresponsabile del segretario, più volte sollecitato a chiarire se ricorressero le condizioni dell’approvazione, visti i pareri contrari espressi, come per legge, dal Responsabile Finanziario e dal Revisore.
Caro Sindaco, oramai abbiamo capito il trucco… anche se a prima vista non si vede: si approva tutto senza che ci siano le condizioni, sicuri che nessuno controllerà le carte nel breve periodo. Ma intanto a pagarne le conseguenze saranno solo e sempre i cittadini benestaresi, con tributi e tasse salatissime e senza servizi efficienti e dignitosi.
In questo marasma di ambiguità etico-giuridica, attendiamo fiduciosi l’intervento degli organi preposti a ristabilire quell’ordine normativo, da tempo disatteso e a ripristinare finalmente il rispetto della legalità.