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Occhipinti«Il paventato licenziamento di 500 unità da parte di Mct ha gettato nello sconforto altrettante famiglie. Né è servito a nulla, almeno fino al momento, il vertice in Prefettura, considerate le intenzioni dell’Azienda che non vuole fare passi indietro. Bene hanno fatto, dunque, i lavoratori a bloccare lo scalo in segno di protesta, anche se serve un intervento immediato del Governo nazionale e del Ministero competente per scongiurare i licenziamenti e garantire un futuro allo scalo di Gioia Tauro».

Ad affermarlo è il componente del direttivo provinciale dell’Udc Riccardo Occhipinti che esprime il pieno sostegno personale e del partito ai lavoratori e alle loro famiglie.
«Servono investimenti concreti sul porto di Gioia – dice ancora Occhipinti – i ritardi nell’attuazione della Zes stanno complicando i progetti di sviluppo dell’intera area e manca poi un’idea strategica per il potenziamento dello scalo che può passare soltanto attraverso la diversificazione dell’attività che non può limitarsi al solo transhipment. Un quadro generale bloccato e senza prospettiva rende difficile ben operare anche per le imprese e le difficoltà di Mct possono essere facilmente spiegabile.

La risposta a queste criticità, però, non possono essere i licenziamenti selvaggi. Intanto perché non si possono lasciare sulla strada 500 lavoratori in una Regione e una Provincia che non possono farsene scappare più neanche uno se non vogliono soccombere. E poi perché i tagli alle risorse umane segnerebbero anche la fine del porto. Servono invece interventi concreti e l’apertura di un tavolo al Ministero per scongiurare la crisi occupazionale, così come ha proposto il Prefetto di Reggio Michele Di Bari”.