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Sui contenuti della conferenza stampa dei consiglieri di minoranza, la nota dei capogruppo di maggioranza in consiglio comunale.
“Ai consiglieri di minoranza riveliamo una importante verità: le loro interrogazioni al Sindaco sono nulle d’ufficio, anche perché in realtà dovrebbero essere indirizzate da regolamento al Presidente del Consiglio comunale.

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timthumbLe loro istanze, anche quelle prodotte da chi tra loro si riveste di competenza tecnica e giuridica, nessuna esclusa, hanno contenuti che non rientrano nella fattispecie dell’ ”interrogazione”, così come disciplinata dal regolamento di funzionamento del consiglio comunale, anche nella sua precedente versione che è rimasta in vigore per decenni, ma evidentemente ai più sconosciuta o non compresa.
I consiglieri di minoranza sono convinti di formulare interrogazioni mentre in realtà abbozzano delle interpellanze ovvero <>.

E non solo, molte interrogazioni non sono presentate al Presidente del Consiglio Comunale che è la figura istituzionale effettivamente deputata a riceverle, ma direttamente al Sindaco o ad Assessori, risultando quindi irricevibili. In conclusione non rispettano né la forma né i contenuti dell’interrogazione. Tuttavia per spirito di trasparenza, le loro richieste risultano sempre smistate agli assessorati di competenza per materia, ed evase, laddove presentano un contenuto intellegibile.

 

Ed invero se i consiglieri di minoranza sapessero leggere gli atti, navigare su un sito o scrivere correttamente una mail, avrebbero tutte le risposte che cercano senza bisogno di sollevare polveroni inutili. Questa possibilità è data d’altronde a tutti i cittadini interessati che tramite i portali dell’amministrazione, l’attività di comunicazione e per giunta attraverso i social media, sono notiziati ogni giorno di tutte le attività e dei motivi di una scelta.

Questa amministrazione infatti se ha una pecca, è quella di comunicare troppo, come spesso viene lamentato da qualcuno.
Non solo i cittadini sono informati su ogni cosa, ma grazie ai processi partecipativi attivati, concorrono a determinare le decisioni della politica.
Capiamo tuttavia che si tratta di un metodo non conosciuto né compreso da chi si muove in consiglio su delega o per interposta persona e nello stesso tempo non ha gli strumenti per orientarsi secondo le coordinate dettate dalle regole.

In conclusione dopo più 4 anni non sanno dove si trovano né quello che fanno”