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Filomena Greco“La doppia preferenza di genere nel settantaquattresimo anniversario della conquista del diritto di voto da parte delle donne, non è stata integrata, così come largamente auspicato, con la discussione sulla proposta di legge avanzata già da diversi comuni calabresi e che molti altri sono in procinto di adottare”. È quanto dichiara Filomena Greco, referente per la Calabria della Fondazione Marisa Bellisario rivolgendosi anzitutto al Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto affinché – scandisce – non faccia passare invano la prossima convocazione del Consiglio Regionale per inserire il punto all’ordine del giorno e consentire ai consiglieri regionali di farsi interpreti, senza ulteriori ritardi, di quello che è un dovere etico, politico e sociale.

“Credo – aggiunge Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario, calabrese e prima firmataria della legge sulle quote di genere nei CdA delle società quotate e partecipate – sia ormai un passo obbligato e non più rinviabile, condiviso da una platea ampia e trasversale. Il grande successo e gli inaspettati risultati raggiunti dalla legge sulle quote di genere – continua – dimostrano che quando il sistema, politico o economico non funziona è necessario introdurre strumenti coercitivi. E sappiamo che laddove applicata, la doppia preferenza di genere ha riportato gli organi di governo a una situazione di maggior equilibrio. D’altro canto è la legislazione nazionale ad essersi già espressa in questa direzione”.

“Calabria, Puglia, Piemonte e Val D’aosta – prosegue Filomena Greco – continuano a rappresentare purtroppo il fanalino di coda rispetto a tutte le altre regioni italiane che hanno già fatto propria l’adozione della legge elettorale sulla preferenza di genere. Si pensi, per esempio, alla Sardegna, all’Abruzzo e alla Basilicata, prossime al voto. Le leggi dello Stato – continua – vanno applicate. E se la classe politica regionale dovesse continuare nell’indifferenza, nell’inerzia tentando di dilazionare la risposta di giustizia ad un’esigenza che è prima che di diritto un’esigenza sociale e culturale, essa non farebbe altro che alimentare ancor di più – conclude la Greco – la pericolosissima frattura tra sé stessa e la società civile di questa terra”.

“Avere un maggior numero di donne al governo della Regione – conclude la Presidente Golfo – non è una questione di parità o di genere ma di semplice democrazia e crescita. Le istanze delle donne calabresi hanno il diritto di essere rappresentate al governo regionale e solo con una congrua presenza femminile potrà garantire un’amministrazione moderna, trasparente e attenta alle tante problematiche femminili, occupazione al primo posto. Bisogna accelerare, non perder più tempo ed è necessario che non solo le donne facciano fronte comune ma che gli uomini illuminati e lungimiranti combattano al loro fianco questa battaglia di civiltà e progresso”.