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Come si diffonde il cancro della pelle? Un team di ricercatori dello UT Southwestern Medical Center ha cercato di comprenderlo, sviluppando un metodo innovativo per predire la progressione  di melanomi di stadio III, trapiantando su modello murino tessuti umani;basta monitorare se il tumore è rilevabile nel sangue dei topi a distanza di 22 mesi dal trapianto.

Lo studio è stato pubblicato su Science Transalational Medicine. Ai topi selezionati per la ricerca,che presentavano un sistema immunitario compromesso, sono state trapiantate le cellulare tumorali di 20 pazienti. Osservando  il tasso in cui la patologia si diffondeva nei topi e, al contempo, le variazioni nel quadro clinico dei pazienti, i medici hanno riscontrato delle similitudini, soprattutto nello sviluppo di metastasi.  Si è notato come nel caso in cui  il melanoma diventata metastatico ed evolveva in stadio IV nei topi, lo stesso accadeva negli esseri umani mentre, quando su modello murino, il cancro non produceva metastasi, non avveniva tale situazione nemmeno nei pazienti. «Lo stato altamente compromesso del sistema immunitario di questi topi rende possibile l’osservazione della nascita delle metastasi nei melanomi umani e, dunque, lo studio delle differenze intrinseche tra i diversi tumori», ha affermato Sean Morrison, coordinatore dello studio. I ricercatori hanno osservato che se entro 22 mesi il cancro non era riscontrabile nel sangue, questo non avrebbe comportato metastasi nemmeno nei pazienti. Secondo gli studiosi, ciò dimostrerebbe che l’ingresso nel flusso sanguigno favorisce lo sviluppo di tumori secondari a distanza.

 

 Perché le persone con i capelli rossi e la carnagione chiara sono esposti a rischio di melanoma?Un’altra questione su cui, da tempo, gli scienziati indagano è il motivo per cui le persone con i capelli rossi e la pelle chiara siano esposte ad un alto rischio di riscontrare melanomi. Secondo i ricercatori del Massachusetts General Hospital il rischio non sarebbe legato soltanto ad una semplice mancanza di protezione contro le radiazioni UV ma Il tipo di pigmento della pelle potrebbe contribuire allo sviluppo del melanoma. Gli studiosi hanno utilizzato ceppi di topi che erano quasi identici geneticamente tranne per il gene che controlla il tipo di melanina prodotta. Un gruppo di topi di colore scuro aveva la variante tipica portando ad una predominanza di melanina scura. Un altro gruppo di topi aveva un "colore dal pelo rosso e pelle tenue" versione molto similare alla stessa variante che produce i capelli rossi e la pelle chiara nell'uomo. Ricorrendo ad un metodo ideato da vari co-autori, presso l'Università della California di San Francisco e l'Università di Yale, per attivare il melanoma della forma associata del BRAF oncogeno in chiazze di cellule di pigmento di animali, con l'aspettativa che un ulteriore stress ambientale, come la radiazione UV, sarebbe necessaria per indurre la formazione del cancro alla pelle,sono rimasti sorpresi di scoprire che, in pochi mesi, la metà dei topi rossi avevano sviluppato i melanomi, mentre i topi scuri solo in minima parte. Quest’ultima scoperta, seppur  non riduce il rischio,può aiutarci a spiegare il perché del sorgere dei melanomi e  consente di sviluppare migliori filtri solari e altre misure che affrontino direttamente questa pigmentazione e il rischio associato.