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RialzarsiCiò che non lo uccide, lo rende più forte. (Friedrich Nietzsche)

Oggi affronteremo una problematica purtroppo molto attuale. Il cadere, metaforicamente parlando e apparentemente rialzarsi, solo apparentemente. 

Non vi è mai capitato di cadere? di restare delusi, di essere truffati in amore. Di pensare che quella ragazza o ragazzo sia quello giusto e scoprire alla fine che vi ha sempre preso in giro. 

Il problema è proprio qua. Quando si cade, ci si rialza. Anche per una questione di immagine. Per non dare la possibilità a chi gode nel vedervi soffrire di vedervi restare per terra. D'istinto tutti si rialzano. Passa il tempo, arriva l'inverno nei nostri cuori. La notte si piange, tanto, la notte nessuno ci guarda. La caverna della nostra anima non dirà mai: lui ha pianto. Arrivi ad un certo punto che crolli nuovamente. Qua è difficile rialzarsi. Qua nessuno ti guarda, nessuno ti giudica. Tutti ti vedono sorridere, scherzare. Superato il primo momento nessuno ti chiederà come stai, cosa fai. Tutto sarà apparentemente normale. Non per te, tu il colpo l'hai incassato. Non sanguini esteriormente. Come un cancro maligno ti logora dentro, piano, piano, fino ad ucciderti. Come rialzarsi? Quando quello che hai dentro di te ti soffoca? Quando la voglia di lavorare non ce l'hai. Quando l'apatia prende il sopravvento.  Ve lo dico in 5 punti:

1. L’Ottimismo. La disposizione a cogliere il lato buono delle cose, è un’importantissima caratteristica umana che promuove il benessere individuale e preserva dal disagio e dalla sofferenza fisica e psicologica. Chi è ottimista tende a sminuire le difficoltà della vita e a mantenere più lucidità per trovare soluzioni ai problemi (Seligman, 1996).

2. L’autostima si accoppia all’ottimismo. Avere una bassa considerazione di sé ed essere molto autocritici, infatti, conduce a una minore tolleranza delle critiche altrui, cui si associa una quota maggiore di dolore e amarezza, aumentando la possibilità di sviluppare sintomi depressivi.

3. La Robustezza psicologica (Hardiness). Essa è a sua volta scomponibile in tre sotto-componenti, il controllo (la convinzione di essere in grado di controllare l’ambiente circostante, mobilitando quelle risorse utili per affrontare le situazioni), l’impegno (con la chiara definizione di obiettivi significativi che facilita una visione positiva di ciò che si affronta) e la sfida, che include la visione dei cambiamenti come incentivi e opportunità di crescita piuttosto che come minaccia alle proprie sicurezze.

4. Le emozioni positive, ovvero il focalizzarsi su quello che si possiede invece che su ciò che ci manca.

5. Il supporto sociale, definito come l’informazione, proveniente da altri, di essere oggetto di amore e di cure, di essere stimati e apprezzati. E’ importante sottolineare come la presenza di persone disponibili all’ascolto sia efficace poichè mobilita il racconto delle proprie sventure.Raccontare è liberarsi dal peso della sofferenza, e l’accoglienza gentile e senza rifiuti o condanne da parte degli altri segnerà il passaggio da un racconto tutto interiore, penoso e solitario (che può sfociare in forme di comunicazione delirante) alla condivisione partecipata dell’accaduto.

"Non aspettare d'essere un sole che tramonta. È una massima ben nota ai saggi: abbandonare le cose prima che esse ci abbandonino. Si sappia trasformare in trionfo la fine stessa, poiché talora il sole medesimo, quando ancora splende nel cielo, si rifugia dietro una nube affinché nessuno lo veda cadere, e lascia tutti nel dubbio se sia caduto o no".