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FB IMG 1520458323455Da quasi 60 anni la mimosa è il simbolo dell'8 marzo, la Festa della Donna, o meglio, della Giornata Internazionale delle Donne. Perché proprio questo fiore?

Cosa potrebbe rappresentare, meglio di un fiore tanto colorato e allegro, la giornata dedicata alle donne? È così che, da quasi 60 anni, l’8 marzo diventa il trionfo dei rametti dai pallini gialli, con quel loro tipico e delicato profumo.

Ma come è nata questa tradizione? Scopriamolo insieme, non prima di presentare la mimosa.

Secondo gli Indiani d’America i fiori della mimosa significano forza e femminilità. Non è quindi un caso che sia stato eletto fiore simbolo della festa della donna: non solo infatti fiorisce proprio in concomitanza dell’8 marzo, ma ha un significato in linea con la ricorrenza.

La mimosa, nome comune dell’Acacia Dealbata, appartiene alla famiglia delle Mimosaceae. È una pianta ornamentale molto apprezzata proprio per i caratteristici fiori a pallini gialli, dal profumo intenso ma delicato, i quali fioriscono nel mese di febbraio.

La sua fama come simbolo della festa della Donna è legata a eventi storici molto importanti ed è una storia tutta italiana.

Nonostante l’8 marzo fosse stato scelto parecchi anni prima come giorno dedicato alle donne a livello internazionale, solo nel 1946, su iniziativa delle attiviste Rita Montagnana e Teresa Mattei, l’UDI (Unione Donne in Italia) decise di adottare il rametto di mimosa come simbolo di quella giornata. I motivi sono diversi. Il primo, perché la mimosa è una pianta pioniera, spontanea, che ben rappresentava la volontà di rivendicare i diritti della donna e le lotte per farli valere. Il secondo è che fiorisce proprio in quel periodo. Il terzo, è che i suoi fiori sono luminosi, allegri, solari, all’apparenza delicati, ma in realtà forti e orgogliosi, proprio come una donna.

L’8 marzo del 1946 fu celebrata la prima vera Giornata Internazionale delle Donne in tutta Italia, il cui simbolo divenne, appunto, la mimosa.
Il termine Festa della Donna è, infatti, improprio, perché l’8 marzo ha una storia ricca e sofferta, che racconta dei sacrifici di tante donne che hanno lottato per guadagnare rispetto e diritti.

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all'ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree(123) dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita.

I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiusi a chiave gli operai per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne e gli uomini rimasti intrappolati. Il processo che seguì li assolse e l'assicurazione pagò loro 60.000 dollari per i danni subiti (corrispondenti a circa 400 dollari per ogni morto), il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

Migliaia di persone presero parte ai funerali delle vittime.

“Negli occhi di tutti restò l'immagine di una ragazza che,
lanciatasi nel vuoto nella speranza di aggrapparsi all'edificio accanto,
restò impigliata per alcuni interminabili secondi
finché le fiamme le divorarono il vestito lasciandola precipitare.
Forse era russa, tedesca, finlandese... Ma non è improbabile che quella poveretta fosse italiana”
Gian Antonio Stella



Regalate una mimosa ad una donna per l’8 marzo, ma ricordate la sua preziosità ogni giorno.

Auguri a tutte le donne dall'ultimo dei romantici.

Siate forti e determinate. Da voi prendo spunto ogni giorno e mi inchino a Voi. Senza di Voi non avrebbe senso la nostra misera esistenza.

Sarà la festa della donna quando nel mondo non ci saranno più donne picchiate, violentate, uccise  e perseguitate

Chiudo con una delle frasi di William Shakespeare che piu mi piace

"La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata".