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La cattolica di stiloLa Calabria possiede un ricco patrimonio artistico tra i più importanti d'Italia, che ha basi e radici in ogni suo più piccolo centro.

 

Territorio ricco di edifici che meritano le più alte citazioni poetiche e pitture e sculture secolari. Questo grazie anche alle invasioni di una serie vastissima di popoli ( tra i quali Itali, Ausoni, Lucani, Greci, Romani e nel periodo medioevale dai Bizantini e Normanni) dovuta anche dalla posizione strategica della regione, lasciandoci appunto un grandissimo e prezioso bagaglio artistico-culturale. Nel medioevo, la Calabria fu scarsamente toccata dall'invasione gotica,perciò, i calabresi accolsero bene il generale Belisario di Bisanzio, sbarcato a Reggio nel V secolo d.C. Da questa popolazione, vennero fondate città,( come ad esempio Amantea), e soprattutto instaurarono la Chiesa ortodossa,i vescovadi di rito greco e l'eretismo. Esempio di quest'ultimo è la Cattolica di Stilo (cattolica dal greco: καθολικός, katholikòs, cioè "universale"). Essa era la chiesa madre tra le cinque parrocchie del paese,l'architettura, la ricchezza degli affreschi e la copertura in piombo delle cupole dimostrano che non si tratta di un tempio di scarsa importanza. All'esterno, la Cattolica si rifà al modello della croce greca inscritta in un quadrato, tipico del periodo medio-bizantino, durante il quale la profonda evoluzione nell'architettura religiosa fu connotata dall'elaborazione di sistemi particolarmente raffinati ed originali. All'interno è divisa in nove spazi uguali da quattro colonne, lo spazio quadrato centrale e quelli angolari sono coperti da cupole su dei cilindri di diametro uguale, la cupola mediana è poco più alta ed ha un diametro maggiore. Sulla parte di ponente la costruzione si poggia quasi completamente sulla roccia nuda, mentre la parte di levante, che termina con tre absidi, poggia il suo peso su tre basi di pietra e di materiale laterizio. L'aspetto generale dell'edificio è di forma cubica, realizzato con un particolare intreccio di grossi mattoni uniti tra loro dalla malta. La Cattolica esternamente è quasi priva di decorazioni, a eccezione delle cupolette, rivestite di mattonelle quadrate di cotto disposte a losanga, e di due cornici di mattoni disposti a dente di sega lungo le finestre. All'interno invece, la particolare collocazione delle fonti di luce, mette in risalto lo spazio e conferisce maggiore slancio (mediante un sottile richiamo al meccanismo simbolico della gerarchia e della scala umana). Questa dilatazione dello spazio serviva a mettere in risalto gli affreschi di cui i muri della chiesa erano interamente ricoperti in origine, decorazioni pittoriche. Il piccolo ambiente della chiesa è munito di tre absidi sul versante orientale: quella centrale (il bema) conteneva l'altare vero e proprio, quella a nord (il prothesis) accoglieva il rito preparatorio del pane e del vino, mentre quella a sud (il diakonikon) custodiva gli arredi sacri e serviva per la vestizione dei sacerdoti prima della liturgia. Sopra l'abside di sinistra è posta una campana (di manifattura locale) del 1577, risalente all'epoca in cui la chiesa fu convertita al rito latino, che raffigura a rilievo una Madonna con BaBambino e, limitata da croci, un'iscrizione: « Verbum Caro Factum Est Anno Domini MCLXXVII Mater Misericordiæ » Sono inoltre presenti all'interno della Cattolica delle iscrizioni in lingua araba di professione di fede:, si sa infatti, che per il periodo in cui la Calabria era sotto l'invasione araba,essa divenne moschea.