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bloise arresto 300x225È finito in manette Giuseppe Bloise: il presunto “boss della Montagna” è stato catturato stamani, a Santa Domenica Talao, dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Scalea che hanno eseguito a suo carico una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip distrettuale di Catanzaro su richiesta Dda.

A Bloise si contestano due distinti episodi di estorsione e tentata estorsione, aggravati dall’impiego del metodo mafioso, ed eseguiti ai danni di imprese appaltatrici di lavori pubblici eseguiti nel piccolo centro cosentino.

Le indagini, i cui esiti sono confluiti nell’ordinanza di oggi, sono state avviate dopo le denunce presentate dagli imprenditori taglieggiati e già nel mese di settembre scorso, avevano portato all’arresto in flagranza per estorsione aggravata dal metodo mafioso di due persone, Pasquale Forestieri e Lorenzo Pandolfi.

Le investigazioni condotte dai militari di Scalea, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nelle persone dei sostituti Camillo Falvo e Romano Gallo, e coordinate dal Procuratore Nicola Gratteri, mirano a dimostrare come “l’ideazione, la promozione, la direzione ed il coordinamento” delle attività estorsive a Santa Domenica Talao fossero opera proprio di Giuseppe Bloise, che per affermare il potere criminale sul territorio ed assumere il controllo delle attività economiche, si sarebbe avvalso di alcuni soggetti considerati “al suo servizio” ed utilizzati per l’esecuzione materiale.

Sempre dalle indagini emergerebbe che questi soggetti, dopo aver eseguito degli atti intimidatori ai danni delle imprese appaltatrici di lavori pubblici nella zona, avrebbero avvicinato i responsabili delle stesse società chiedendo delle cospicue somme di denaro.

In particolare, sempre a settembre del 2018, dopo la denuncia di un imprenditore, i Carabinieri di Scalea avevano organizzato una cosiddetta “consegna controllata” della “mazzetta”: subito dopo la consegna del denaro erano riusciti a bloccare e arrestate, in flagranza, i presunti estorsori.

Le investigazioni successive a quel fatto hanno portato ad acquisire diversi elementi di prova che consentirebbero oggi agli inquirenti di sostenere che il mandante della richiesta estorsiva sia Bloise, che già mesi prima avrebbe avvicinato personalmente un altro imprenditore, impegnato sempre in lavori pubblici, facendogli una stessa richiesta di denaro.

Gli inquirenti ritengono che questa indagine confermi la “contiguità ad acclarati contesti di criminalità organizzata di Bloise”, elementi che sarebbero già emersi nell’ambito dell’operazione “Overloading”, eseguita nel 2010 dai militari di Scalea in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Paola e del il Goa della Guardia di finanza di Catanzaro, sempre sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo di regione (LEGGI).

Oltre all’arresto sono state eseguite delle perquisizioni locali e un accurato controllo di tutte le zone impervie dallo frequentate stesso.