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4168178 1629 luana moresco antonio megalizziIl giornalista 28enne è deceduto nell’ospedale di Hautepierre dove era ricoverato da martedì, quando è stato colpito da un proiettile alla testa durante l’attentato a Strasburgo. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime

 

Antonio Megalizzi non ce l’ha fatta. Il giornalista 28enne colpito alla testa durante l’attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo  è morto nel pomeriggio di venerdì. Le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi e i medici avevano fatto sapere che il giovane non poteva essere operato per la posizione in cui si trovava il proiettile.

Doveva rientrare in Italia il giorno dopo l'attentato

Antonio Megalizzi era a Strasburgo da domenica scorsa per seguire l'assemblea plenaria dell'Europarlamento per la radio Europhonica. Aveva il biglietto per rientrare in Italia per mercoledì, il giorno dopo l'attentato. Il giovane, che collaborava con alcune testate trentine, seguiva un master sulle istituzioni europee e stava per diventare pubblicista dopo gli studi all'università di Verona e quelli in Studi internazionali all'università di Trento. 

Il cordoglio della sua radio

"Purtroppo siamo costretti a confermare che il nostro collega Antonio ci ha lasciati. I nostri pensieri vanno alla famiglia e a tutti i suoi amici e colleghi. Vi preghiamo di rispettare il momento doloroso", ha scritto su Twitter Europhonica, la radio per cui lavorava Megalizzi.

Ucciso l'attentatore, Cherik Chekatt

L'autore dell'attentato, Cherif Chekatt (CHI ERA) è stato individuato e neutralizzato dalla polizia dopo una fuga durata 48 ore. Il 29enne si trovava ancora a Strasburgo: si era rifugiato in un magazzino nella Plaine des Butchers, nel quartiere di Meinau, non lontano da Neudorf a Strasburgo, la zona in cui viveva e in cui era stato visto per l'ultima volta dopo l'attacco. Chekatt era nato a Strasburgo da genitori stranieri ed era stato segnalato dalle autorità francesi come elemento "radicalizzato" a rischio attentati (COS'È LA FICHE S), ha aperto il fuoco in mezzo alla gente e ha poi usato un coltello per colpire alcune persone. Infine, è scappato a bordo di un taxi. L'Isis ha rivendicato l'attentato, affermando che Cherif Chekatt era un "soldato" dello Stato islamico. Lo riferisce Site citando Amaq, l'organo di propaganda dell'Isis.
 

Nel 2018 non si può ancora morire per una fede, e sottolinio, fede islamica. Un giovane di 28 anni, un collega, un ragazzo con mille sogni. Forse in quei mercatini sognava la giovane ragazza in una fredda serata di Dicembre. Sogni infranti da una mano assassina che in nome di di un presunto dio, uccide, mirando alla testa gridando Allah akbar: Allah è grande.

L'intera redazione di Calabriainforma si stringe al dolore della famiglia.

Ciao Antonio.