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Tempi duri, anzi durissimi per la scuola italiana. Dopo il concorso a cattedra avuto luogo nel 2012, si abbatte come una mannaia l'analisi dell'Anief sui posti vacanti ed i vincitori di concorso. Ebbene, non c'è corrispondenza. Troppi vincitori per altrettanto, troppi pochi, posti vacanti da riempire, denuncia l'Associazione nazionale italiana insegnanti e formatori.

Per giungere a questa scoperta è stato sufficiente incrociare i dati ufficiali sulla ripartizione delle cattedre regione per regione. E in Calabria, come di consueto, il dato è allarmante ed arriva dalle scuole primarie. Seconda la stima del sindacato, infatti, il Miur, nella nostra regione avrebbe sbagliato i calcoli e le programmazioni per ben 111 posti. Su 202 vincitori di concorso, infatti, solo 91 potranno ricoprire il ruolo di insegnanti così come prevede il bando, per gli altri invece nulla. "I paradossi della burocrazia della scuola italiana non finiscono mai", si legge a chiare lettere sul sito dell'Anief. In giovani speranzosi futuri professori o maestri, dunque, si ritroveranno vincitori di un concorso senza avere goduto di alcun beneficio professionale. E menomale che il concorso, tanto voluto dal Governo Monti, e tanto necessario per la situazione scolastica italiana, avrebbe dovuto aiutare a diminuire il tasso di disoccupazione. Il risultato invece è stato quello di creare solo nuovi "disoccupati, aventi diritto, per vittoria di concorso".