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Dalla nostra inviata Chiara Nirta

A Torino il Corteo del primo maggio si è aperto con una contestazione riguardante il sindaco Piero Fassino da parte di alcuni giovani, più specificatamente appartenenti al centro sociale Askatasuna.

Alcuni ragazzi hanno fatto per muovere in direzione del sindaco, avvicinandosi verso lui ovviamene, ma è intervenuta tempestivamente la la polizia che li ha fisicamente bloccati, anche se alcuni sono stati manganellati gratuitamente, non si sono limitati a inibirne il transitare impedendone il passaggio. Dopo questo primo momento di tensione il corteo ha continuato a proseguire nel complesso pacificamente, nonostante alcuni slogan additassero negativamente l'infingardaggine, (concettualmente secondo questi ultimi) del sindaco: Viene lui attribuita ed imputata la colpa della scarsa occupazione lavorativa che caratterizza Torino e l'astensione post tagli concernenti l'Università. Gli slogan è corretto ammettere fossero alquanto "coloriti" e diretti, in taluni casi scurrili, è anche d'uopo menzionare che alcuni giovani fossero parecchio infervorati, ma gli animi non erano poi così tumultuosi da meritare manganellate e spintoni gratuitamente. Le forze dell'ordine durante le manifestazioni sono caratterizzati dalla tendenza e la propensione a non limitarsi a mantenere l'ordine, ma a caricare ed inveire contro i manifestanti non appena rilevino il minimo subbuglio e sovente fomentano (differentemente da come informano i mass media, alterando le situazioni) le "sovversioni" e gli eventuali tumulti: anelando a far apparire con il deviante ausilio dei mezzi d'informazione ogni sorta di protesta pacifica o anche leggermente irruenta come uno sfacelo ed un abominio orripilante a cui prendono parte "San Pietrini nullafacenti o perdigiorno che combattono battaglie ideologiche" il che, ovviamente non è assolutamente veritiero, ma sono visioni facenti parte dell'immagine falsata che vogliono inculcarci, nonché una sorta di giustificazione/attenuante di cui s'avvalgono per giustificare il loro inveire contro studenti e/o lavoratori sdegnati e stanchi dell'aleggiante fantasma del precariato che mina le loro esistenze. A breve IL PRIMO MAGGIO DIVERRA' LA "FESTA" DEI DISOCCUPATI, e di conseguenza sarà primo maggio perennemente, in particolar modo per studenti ed operai.