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A Bovalino quest’anno la Pasqua è stata vissuta a pieno dai fedeli, pensate che si sono "dovuti immedesimare" in Gesù Cristo. E se dico che si sono "dovuti immedesimare" è perché sono stati partecipi anche fisicamente alla via Crucis, e non per volere loro, ma per volere delle buche che si trovano per strada.

Una via Crucis così non l’ho mai vissuta, sono rimasto colpito, per fortuna non fisicamente, come altre persone che mostravano i segni delle cadute, e qualcuno poteva pure ipotizzare fossero stigmate dovute alla troppa fede. Ma adesso lasciando perdere quest’ironia, soffermiamoci sul problema delle buche a Bovalino. Sono passati due mesi da quando ho scritto per la prima volta sulle fosse che soggiornano sulle nostre strade, sembrava che le cose dopo quell’articolo stessero cambiando. Addirittura ho visto dopo pochi giorni, del catrame ricoprire delle buche nei pressi della mia via. Ma era solo una semplice illusione, le strade erano sempre le stesse. No anzi mi sbaglio, perché inizialmente, a prima vista mi sembrava migliorata la soluzione del manto stradale. Poi però ho capito che era soltanto un fatto ottico. Si perché hanno verniciato sull’asfalto gli stop e le strisce pedonali, ma le buche non sono diminuite, anzi. Insomma un’opera di un certo livello di ingegno. Va bene che l’occhio fa la sua parte, ma le buche fanno il resto e sulle macchine si vede, e dopo questa Via Crucis si vede pure sul corpo di alcune persone.  In pratica si vernicia la segnaletica stradale che ricopre l’asfalto, ma le buche restano com’erano, come se mi mettessi prima le scarpe e poi i calzini. Però devo dire la verità, su alcune buche si è intervenuto nel modo giusto, ma per metà. Ovvero, hanno ricoperto la buca di sassi, giusto, ma il catrame?!?!?! Quando?!?!?! Cioè hanno risolto un problema grave, ma ne hanno creato un altro. Resto stupito di come le opere primarie in questo paese, quelle che più servono ai cittadini ed al benessere comune, quelle che non impiegano un certo sforzo di capitale, non vengono fatte, o vengono fatte a metà, o addirittura vengono fatte dopo diverse sollecitazioni e un certo periodo di tempo. Non capisco come si possa pensare che si stia facendo il bene dei cittadini parlando, da anni ormai, di soldi che il comune possiede nelle proprie casse per opere che ormai sembrano una vera e propria utopia. Io credo che per costruire un qualcosa che sia di grande o meno, si debba partire sempre dalle fondamenta, dal basso, dalle piccole cose. Sempre se si ha la voglia di partire, perché certe volte passa anche l’idea che solo la voglia di iniziare a creare qualcosa è già fatica, e quindi non si crea niente. Basterebbe un niente a far capire alla popolazione che almeno si sta lavorando,  che qualcosa si sta facendo, e invece si continua così. E continuiamo a prendere una buca dopo l’altra.