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mare calabria

 

 

 

 

 

 

Caro "turista deluso e fai da te",

ho letto ciò che ha scritto. Non so se per suo conto, io sia una bella lettrice, o una lettrice cretina, una scimpanzé o una pettegola: giudichi Lei, che a quanto pare, è pratico quando si tratta di dare giudizi.

 

Innanzi tutto, Lei che per trent'anni è stato (mi attengo a quello che Lei dice) in un posto migliore della Calabria, non ha avuto notizia che è consuetudine presentarsi quando si parla alla gente che non si conosce? E aggiungo, che a mio parere, presentarsi è fondamentale quando si attacca e si insulta, di modo che la parte soccombente, abbia modo di replicare ad una identificata persona.

Ho letto che Lei è ritornato in Calabria dopo trent'anni, in vacanza. Non mi è chiaro, se lei sia un Calabrese emigrato, o un "non Calabrese" capitato per sbaglio nella terra sbagliata.

Ora, nella prima Ipotesi, mi verrebbe da chiederle dove Lei sia stato in questi trent'anni, perché non è rimasto in Calabria, a tenere il bello di quello che abbiamo, e a lavorare sul brutto, perché i Calabresi, e mi permetta di sottolinearlo, perché mi sembra che a Lei sia sfuggito, sono consapevolissimi dei problemi che hanno. Nel secondo caso, mi chiedo, e Le chiedo: dove vive? E nella sua terra, tutto fila liscio? Non ci sono mercenari nella sua terra? Nella sua terra, non vi sono problemi?

La Calabria è una terra dimenticata, una terra problematica, figlia di un'Italia che va a rotoli. Ne siamo consapevoli, dei nostri problemi: la spazzatura,il degrado, la sporcizia e gli innumerevoli altri, che in questo scritto non mi sembra il caso di evidenziare.

Mi sono presa la briga di risponderle, perché penso, anzi, mi voglio augurare, che la sua sia una provocazione. Mi auguro che Lei stia solo provocando quando dice che ci "pisciano in testa", che abbiamo perduto l'onore, l'appartenenza. Se la sua è una provocazione, io l'accetto, ma mi creda, Lei ha sbagliato nelle forme. Sento la necessità di dirLe, che Lei è un ignorante. Ignorante, non nel senso offensivo, perché al contrario di Lei, noi non sento per forza la necessità di odiare. Lei è un ignorante, perché IGNORA. Lei non ha avuto la benché minima considerazione per tutti coloro i quali, in Calabria ci sono rimasti. Questo è offensivo. E' offensivo perché Lei ha ignorato tutti coloro i quali lavorano in Calabria, combattono per la Calabria, per tutte quelle persone, quelle associazioni, quella gente, che nella Calabria ci crede, ci spera e la vuole migliorare. Ci Spera e ci crede nel miglioramento, e mi creda, non ha alcuna utilità il suo intervento, se non quello di affossare ancora di più, qualcosa che cerca ostinatamente di rimanere a galla.

Come le dicevo, siamo consapevoli di essere malati, come dice Lei, ma non siamo terminali, mi permetta. Se lo credessimo solo per un minuto, solo per un istante, sarebbe finita. Sono giovane, e personalmente ho bisogno di crederci. Ho bisogno di credere che il "rimanere e cercare di migliorare", che ho deciso di perseguire insieme a tantissime altre persone, un giorno, che spero non sia troppo distante, ci porti a non essere più "disgraziati", come ci definisce.

Ora, ho da farLe una richiesta. Come Le ho scritto, non abbiamo bisogno di giudizi, e nemmeno di provocazioni. Le chiedo, di spingersi al di là di questi. Le chiedo di proporre, di esprimere le sue idee per i miglioramenti, di aiutarci a non "venderci per un bicchiere di menta", ad aiutarci a non "chiedere favori stupidi ai mercenari"( sto citando quello che Lei scrive). Non abbiamo bisogno che Lei faccia un "passaparola missionario", come intende fare, ma non solo per parlare male, nemmeno per parlare bene: abbiamo parlato troppo, e i Calabria servono i fatti.

Lei conclude, dicendoci addio per sempre. Io Le rispondo, dicendoLe che le persone per noi sono importanti, e che una delle cose che Lei dimentica di dire, che siamo conosciuti come il popolo più ospitale del mondo. Per cui, sappia che ogni volta che Lei vorrà tornare nella nostra terra, con spirito diverso da quello che oggi ha, sarà sempre il benvenuto, cordiali saluti

Angela Pedullà