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Capita nel corso della vita di smarrirsi, di non sapere più chi si è veramente o chi si è diventati. Alessandro Baricco dice, che accadono cose che sono domande, poi passa un giorno, oppure anni e la vita (a suo tempo), risponde. Ma se nel lasso di tempo che intercorre tra la domanda e la risposta che deve ancora arrivare per chiarirci le idee o, per renderci consapevoli su chi siamo non troviamo una strada che ci indichi la via, possiamo sempre fare affidamento sull'interiorità e sull'introspezione, in parole semplici: dobbiamo scavare dentro noi stessi. Vi faccio un esempio, -scusandomi se mi autoutilizzo come termine di paragone, non è egocentrismo, ma è il confronto che meglio conosco per potervi rendere in modo pratico l'idea...- dunque: mi è successo per via di alcuni problemi di essermi allontanata durante un certo periodo dal mondo dello studio e della scrittura. Si erano frapposti degli ostacoli e la mia vita necessitava, talvolta obbligatoriamente di imboccare vie traverse. Mi era necessario fare cose differenti, ma essendo la mia natura strettamente correlata a parole e inchiostro mi sentivo al contempo smarrita. Attendevo insomma la fatidica "risposta" a quella dispersione, una risposta che mi consentisse di rimettermi in carreggiata, di collocarmi nuovamente al mio posto. Be', mi sentivo un pesce fuor d'acqua e sentivo che la mia natura non si incastrava con ciò che avevo intorno. Soffrivo e lasciavo trascorrere le giornate in modo inconcludente e disorganizzato, aspettando e rimandando una manna dal cielo che venisse a salvarmi. Molto brevemente alla fine mi sono tirata i conti dicendomi "Non c'è proprio nessuna manna. E contrariamente al titolo di un libro -che amo-, qualche volta bisogna avere il coraggio di "salvarsi da soli". Così ho fatto, rimboccandomi le maniche e riprendendo il posto mio. Accanto ai libri. Ecco, questo per dirvi: vi capiterà sempre, di incontrare ostacoli, incidenti, deviazioni improvvise di percorso, abbandoni, confusioni, voglia di nuovo e di cambiamento, estraneità, errori di calcolo, e castelli costruiti con tanta pazienza e passione che crolleranno al modo dell'effetto domino. Tutte incombenze non risolvibili né a parole e neppure con quest'articolo (..."e allora che lo scrivi a fare Chiara Nirta?"). Avrete ragione se vi chiederete perché allora qualcuno si incaparbisce a voler redarre un articolo al riguardo (?). Io posso energicamente affermare di non aver nulla da insegnare  a nessuno, certe volte mi è impossibile educare me stessa!, figuriamoci... e poi qualsiasi esperienza anche spiegata nel migliore dei modi risulta nella maggior parte dei casi "sterile" se applicata al vissuto di un'altra persona, però, però... posso provare ad essere umilmente una guida e a darvi ciò che i libri hanno donato a me. Magari rimarranno parole su un foglio bianco che nessuno si "filerà". Ma questo non è un motivo sufficiente per evitarlo, quanti libri a furia di imprimersi nella mente solcano in modo così profondo da salvarci o farci ravvedere? Quindi, alla fine della barzelletta, quello che io ne ho tratto è che per ritrovare se stessi, come dice il buon Alex Baricco, occorre sì che la vita risponda per schiarirci le ideuzze, ma non possiamo nel frattempo attendere in modo passivo e inerte che siano solo gli eventi e il caso a guidare il timone del nostro esistere. Tocca a noi metterci davanti allo specchio e dirci "Cosa volevo quando ho intrapreso questa scelta? -risposta- "Lo voglio ancora?" -risposta- "per cosa ho combattuto?" -risposta- "E adesso che ho vinto/perso la battaglia, cosa ho ottenuto?"  (Credetemi, è più facile ottenere dalle sconfitte che dalle vittorie) -risposta- "C'è stato questo evento che mi ha fatto cambiare strada, e senza che me ne accorgessi mi ha condotta lontano dal punto di partenza. Ma ci sto bene in questa strada? Mi porta dove voglio, oppure devo fare due passi indietro e addentrarmi verso la via opposta?" -risposta-. Ecco, fatevi spesso domande di questo genere, dovrete cercare di avere sempre, nonostante gli scogli che ostruiscono la vista, un panorama chiaro della vostra meta. Ci sono momenti di stanchezza e periodi di calo in ogni situazione, studio, lavoro, coppia, famiglia, umore, amicizia... non lasciatevi scoraggiare (ve lo dice una che non appena il picco scende "s'impanica"!), è normalissimo avere momenti di crollo, si chiama "Legge dell'alternanza", ma il bello è che come tutto non  dura in eterno, e l'abisso in cui siamo scesi poco dopo diventa il trampolino di lancio che ci fa risalire. Non è meraviglioso? Quindi mantenete la calma e siate lucidi, vi ritroverete e sarete al massimo nuovamente. Certe volte è anche un bene allontanarsi da se stessi (e con "se stessi", intendo anche gli altri, quelli che contribuiscono a renderci "noi"), per tornare a sé più scarichi di nervosismo e rovelli, con una mente più illimpidita e pulita, più energici e determinati. Perdersi e ritrovarsi, nella vita è normale. E' una costante. E' salutare. La cosa importante da fare è non temporeggiare troppo, non rinviare troppo le cose a domani (Il tipico "domani" fatto di mesi): "Naaaah, studio "domani!", "Naaaaah, non le telefono ancora, "domani!", "Naaaaah, quel lavoretto? "Domani, domani", per piacere!" Insomma se lo farete davvero domani inteso come giorno successivo e non come "mai più", è accettabile. Ma se continuerete a rimandare e rimandarvi non sperate di ritrovarvi. L'inerzia è sorella del dimenticatoio. Svegliatevi al mattino e programmatevi la giornata: Oggi due ore di Jogging, Oggi colazione da Tiffany, oppure colazione da "Peppino u ricottaru", che ne so? Pomeriggio tre ore di studio, di lavoro, di bricolage, di yoga, di nuoto, calcio, cucina... quello "che vvve pare"! Purché alimentiate i vostri sogni e le passioni e dunque voi stessi e il rapporto con gli altri. Si esce dai banchi di nebbia, amici! All'inizio sembra tutto volto ad "annebbiarci" per l'appunto la vista, ma poi se siamo dei buoni osservatori, volenterosi soprattutto, noteremo che in alcuni punti la nebbia comincia a diradarsi, e dobbiamo aggrapparci forte forte, perché ogni spiraglio è un appiglio, per ricominciare. Non lasciate che le depressioni e le pigrizie vi rendano grigi come i cieli piemontesi, il sole dovrete imparare a portarvelo dentro, con voi. Una scorta di sole occorre sempre.Il sole come la prudenza non è mai troppo. Nessuno vi salverà. Non sarà l'uomo che amate, né la donna. Magari vi salverete ATTRAVERSO di lui, ma non sarà lui/lei, sarete sempre voi e il vostro istinto a non permettere che anneghiate. E' come trovarsi nel bel mezzo dell'oceano. Ecco, qualcuno vi sta lanciando un salvagente. Voi nuotate disperatamente per aggrapparvici, con tutte le vostre forze, e... finalmente vi salvate. Ebbene, vi siete salvati ATTRAVERSO di lui, ha avuto un ruolo essenziale, se non ci fosse stato forse non ce l'avreste mai fatta. Però lo sforzo di raggiungere la vita è stato pure il vostro. Se non avreste combattuto avoglia di salvagenti, canotti e pescherecci intorno a voi!, non so se mi spiego... molti neppure si vogliono salvare. Mi seguite? Voi non dovete arrendervi, ma lottare per ritrovarvi ogni giorno. La salvezza come la felicità non è alla fine della strada, ma è un percorso, E' la strada stessa. Spesso e volentieri una stada interrotta da cantieri, una stada sterrata o sdrucciolevole a tratti. La cosa positiva è che il guidatore siete voi. E se capitano incidenti di percorso, oltre a una ruota di scorta, ricordatevi una scorta di sole. -Di CHIARA NIRTA-