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Sono cambiati i tempi per i quali si trascorrevano ore e ore a giocare fuori casa, nei giardinetti pubblici, nelle piazze, negli oratori ovvero in quei luoghi dove il divertimento era assicurato dalla gioia di stare insieme, d’incontrarsi, di confrontarsi, di competere attraverso sani giochi di squadra come una partita a pallone. Sfide tra coetanei che finivano con una stretta di mano. Una volta il gioco era vissuto come uno svago all’insegna di una sana spensieratezza e con pieno entusiasmo si stava insieme a chiacchierare per ore.
Oggi la forza tecnologica dei social ha distratto i nostri giovani in maniera irreversibile; si è passato dal gioco come piacevole divertimento, sulla base del rispetto reciproco, a vere e proprie sfide tra coetanei che si materializzano sul web. L’ultima nuova tendenza di soggiogamento nei confronti di un ragazzo, preso a bersaglio, prende il nome di Skullbreaker Challenge. I ragazzi invitano la vittima, ignara, a fare un salto, per poi farla cadere con uno sgambetto, proprio quando si stacca da terra. Il tutto viene ripreso con il telefonino da qualcuno e messo in rete. Un vero atto di violenza, che compromette la vita del bullizzato. Questo “malsano gioco” di derisione è l’ultima novità messa in atto dai ragazzi che con una sfida pericolosa e ridicola si spingono oltre compromettendo la vita di un loro coetaneo. Molti video di questo tipo stanno girando in rete, è bene che i genitori sorveglino i loro ragazzi per evitare l’evolversi di certi giochi dalle conseguenze drammatiche.

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