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78202039 2575699562663110 1071689658561200128 nIl primo articolodella costituzione, ci ricorda che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro . Un articolo che oggi negli italiani, suscita un senso di amarezza , e che solleva con spirito critico e obiettivo una riflessione su quello che si sta verificando nel mondo del lavoro e delle sue conseguenze, che vede i giovani sempre più disorientati e demotivati.

Come si può in un contesto dove la politica abborra di discorsi, dove i partiti si fanno la guerra tra di loro, poter mettere in mano il nostro destino e dar fiducia a chi ci rappresenta? Quello che dovrebbe preoccuparci è il “fenomeno del disinteresse” e il distacco che le nuove generazioni manifestano nei riguardi del proprio domani .

Ci si sente forse persi ancor prima di iniziare e a questo domani non ci vogliamo neppure pensare? Siamo gli attori non protagonisti, di in un’ esistenza che ci porta a seguire il flusso degli eventi, accogliendo quello che ci capita ,in una realtà incapace di creare nuove prospettive, e che non ci fa sentire liberi di esprimere i nostri talenti. La crescita professionale diventa sempre più astratta e teorica. Ci portiamo dietro il peso di una cultura, e delle nostre potenzialità che non trovano il loro spazio, e una reale concretizzazione.

Giovani laureati che non vengono tutelati , siamo come dei pesci piccoli , in mezzo ai pescecani. Questo è un governo che non ci protegge , e che ci spinge verso l’ abbandono della nostra terra . E di abbandono si parla, quando il diritto di poter scegliere viene negato, per chi alle sue passioni non vuole rinunciare . Se da una parte c’è chi prepara le sue valigia e parte, dall’altra c’è chi resta, lottando per restituire al suo paese un po’ di luce, e gettare le basi di un cammino che fa sempre i conti con l’incertezza . Quando il lavoro non c’è, la società inevitabilmente, si ritrova a dove fronteggiare con problematiche a livello psicologico ed emotivo. La politica negli ultimi anni , sta sottovalutando , l’importanza di garantire una vita serena a chi giorno dopo giorno ci mette il suo impegno. Le difficoltà vengono ignorate, giustificate a volte da psicologie grossolane, dando le colpe ad una generazione che appare fragile, poco resiliente, “eterni Peter Pan senza la voglia di crescere”

Secondo le ultime statiche l’ Italia è il quarto paese europeo a non riuscire a risollevarsi dalla crisi economica, sottraendone il futuro più che garantendolo . Allora la storia di Peter Pan tirata qualche volta in ballo, dalla classe politica, non ci convince più . Senza escludere che ogni popolo ha i suoi pregi e le sue virtù.

La povertà, per quanto qualcuno si accinge ad affermare che non esiste, c’è eccome, e non riguarda solo il lavoro, ma abbraccia anche l’istituzione scolastica che si mostra carente dal punto di vista della formazione. l’Italia non può più permettersi di perdere il suo prezioso tempo e di tergiversare, ha bisogno di un grande slancio che possa ribaltare la situazione . I giovani devono ritrovare la fiducia, riprendere il loro impegno nella ricerca del lavoro . Agli italiani non basta più la sua bellezza; il suo enorme patrimonio artistico o l’eccellenza della sua buona cucina, che ci rende agli occhi del mondo interno una delle nazioni più invidiate. Agli italiani occorre molto più semplicemente sentirsi valorizzati. Occorre ripartire e non fuggire. Non si può assistere passivamente alla regressione del nostro paese.

Sarebbe un offesa alla nostra storia, che ci ha visti protagonisti di lotte sociali, portando nelle piazze , i nostri ideali che sembrano essere svaniti , schiacciati da questa rassegnazione. L’ Italia ha bisogno di una rivoluzione che scuota prima di tutto le nostre coscienze.