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E verrà il tempo che gli individui si esprimeranno in maniera idiota. Il tempo è arrivato. E’ bastata che la tecnologia facesse passi da gigante per osservare quanta stupidità circola sul web. Un social come Facebook lanciato nel 2004 a scopo commerciale, è diventato uno zoo di esseri umani, dove gli istinti, congeniti e immutabili, spingono gli individui a comportarsi in maniera sconsiderata. La specie umana ha dato i natali anche agli stupidi. Sul campo social ci si espone come merce in vetrina, si espone merce da mostrare, e ci si offre all’attenzione altrui. Mi è capitato sovente di leggere su Facebook dei commenti offensivi e denigratori rivolte a persone che non hanno nulla da spartire con certa indisponente ottusità. La stupidità dei commenti rasenta l’assurdo. Una balordaggine proprio del tipico Homo Stupidus stupidus termine coniato da Andreoli che è antinomico a quello di Homo sapiens sapiens. Una grande battuta d’arresto ha avuto l’evoluzione della specie umana. La regressione a fasi antecedenti ha preso il sopravvento nell’uomo il quale si limita dal ragionare e sceglie di abbandonarsi agli istinti e alle pulsioni. L’uomo di oggi è protagonista di un modo di vivere che sa di appiattimento su obiettivi che sembrano ridurlo a una sola dimensione quello della stupidità; per l’uomo esserci è importante, perché il non esserci lo riduce al nulla, ma in certe circostanze è più dignitoso il “nulla” che l’esserci con la propria idiozia. La forma d’intrattenimento in rete come Facebook implica lo scambio di opinioni, commenti e consigli tra utenti e leggere commenti spropositati dettati dall’incapacità di ragionare lascia molto da pensare:
“Ma si può essere così idioti?”
Sul tema della stupidità esiste ormai un’ampia bibliografia.